Fiat 600 compie 70 anni, la storia dell’auto che ha cambiato l’Italia e gli italiani
Nel 1955 il brand italiano presentava la prima auto italiana accessibile a un vasto pubblico
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I punti chiave
- Fiat 600, all’avanguardia nel 1955
- Fiat 600, la genesi con il progetto 100
- La Fiat 600 risultò vincente fino dall’inizio
- Fiat 600, uno dei vincoli maggiori era il peso
- Fiat 600, l’impostazione meccanica ne influenzò le forme.
- Fiat 600, le due le evoluzioni: 1960 e nel 1965
- Dlla Fiat 600, nacque La Multipla
- La prima vera monovolume in assoluto
- Fiat 600, Vignale, Zagato e le più sportive di Carlo Abarth
- Il tramonto e la Seicento negli anni novanta
- La 600 elettrica e ibrida erede dall’icona del 1955
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L’auto giusta al momento giusto: l’auto italiana del popolo, paragonabili alla Ford T negli Usa o in Germania prima alla Volkswagen Maggiolino. La Fiat 600 presentata al pubblico il 10 marzo 1955 al Salone di Ginevra, mentre il giorno precedente ci fu l’anteprima per la stampa, ha risposto 70 anni fa nel modo migliore ad una serie di diverse richieste, una in particolare: offrirsi come piccola berlina economica, moderna e capace di trasportare comodamente fino a quattro persone. In Italia, nei primi anni cinquanta, un’automobile così non esisteva. Nel momento in cui il Bel Paese si era lasciato alle spalle le rovine della guerra per avviare quello che molti hanno identificato come un miracolo economico, si sentiva la voglia di una vettura che si rispondesse alle esigenze delle famiglie italiane che cominciavano ad intravedere un discreto benessere. Insomma la 600 è il simbolo del boom economico.
Fiat 600, all’avanguardia nel 1955
La Fiat 600 fu talmente indovinata che nonostante sia rimasta in produzione per un periodo relativamente breve, a distanza di 70 anni, se ne ritrovano ancora le tracce. Del resto quello che è identificato con il termine tecnico di segmento B, quello delle utilitarie, l’ha inventato la 600 con quelle sue doti di economicità, confort, stile e anche semplicità che si ritroviamo nelle compatte di oggi. La tecnologia ha giocato un ruolo nel successo della Fiat 600. Sull’asse anteriore le sospensioni indipendenti a quadrilateri triangolari offrivano una balestra trasversale, mentre sull’asse posteriore le sospensioni indipendenti avevano dei puntoni a molla e dei bracci oscillanti. Il motore in posizione posteriore prevedeva una cilindrata 633 cc e 23 cv. E grazie al peso di meno di 600 kg poteva raggiungere quasi i 100 km/h in quarta marcia.
Fiat 600, la genesi con il progetto 100
L’evoluzione tecnologica avviata dalla Fiat 600 fu poi completata da un altro modello iconico del brand, la 500, due anni dopo. Ecco perché la 600 merita un omaggio ancora oggi. Se come detto il debutto della vettura è datato 1955, l’origine del modello viene collocata circa quattro anni prima. Infatti è nel 1951 che il via libera da parte del presidente di Fiat di allora Vittorio Valletta l’operazione di progettare, sviluppare e produrre i due modelli che avrebbero rivoluzionato l’intera società italiana. Progetto 100 fu il nome assegnato internamente alla 600. Quali erano le caratteristiche fondamentali, lo si può fare risalire al verbale del comitato di presidenza datato 1 agosto 1951 in cui si leggeva. “La velocità non dovrà essere inferiore agli 85 km/h e il peso si aggirerà sui 450 kg, di cui 250 per la carrozzeria e 200 per la parte meccanica. La capienza di 4 persone”.
La Fiat 600 risultò vincente fino dall’inizio
Il punto di partenza commerciale della nuova 600 era la 500 Topolino nata negli anni Trenta per creare la motorizzazione di massa, ma che si rivelò solo una scintilla iniziale, perché i tempi non erano maturi. La 600, invece, doveva essere fin dall’inizio vincente. Da un punto di vista tecnico invece il modello fu la 500 C Giardiniera, la station wagon italiana del dopoguerra che derivava dalla Topolino, coi due passeggeri dietro che risultavano molto sacrificati. La 600 aveva, quindi, il compito di garantire un’abitabilità decente anche a quanti prendevano posto dietro. Con il risultato che la vera erede tecnica della Topolino a due posti sarebbe stata la nuova 500, allora in lista d’attesa. Come dire che per essere venduta ad un prezzo basso, la 600 doveva prima di tutto essere economica già in produzione.
Fiat 600, uno dei vincoli maggiori era il peso
Dati i costi esorbitanti delle materie prime, si doveva utilizzare la minore quantità possibile di acciaio. Ma il limite imposto da Fiat per una vetturetta da quattro posti era fisicamente impossibile da rispettare. Anche per Giacosa il peso di 450 kg era di fatto un miraggio, ma si guardò bene dal discuterne, perché lui stesso aveva ottenuto mano libera su un dettaglio ancora più fondamentale: la posizione del motore e della trasmissione. Per ragioni di costo si esclusero la soluzione più classica, quella con motore anteriore e trazione posteriore. E allo stesso modo era troppo oneroso adottare la trazione anteriore, nonostante i vantaggi in termini di spazio per un marchio come Fiat che non aveva ancora esperienza specifica al riguardo. Fu così deciso di collocare tutto dietro.

