Stellantis

Fiat Pandina, la serie speciale salva Pomigliano fino al 2027

L’amministratore delegato di Fiat, Olivier François: aumenteremo la produzione del 20% e investiremo su un modello iconico e sullo stabilimento campano

di Lello Naso, nostro inviato a Napoli

Fiat Pandina, la Panda si aggiorna (poco) e cambia nome

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Si chiamerà Pandina, sarà una serie speciale della Panda attualmente in vendita e sarà prodotta a Pomigliano d’Arco fino al 2027. Il dopo, per Pandina, Panda e per Pomigliano è tutto da scrivere, anche se l’amministratore delegato di Fiat, Olivier François non ha dubbi: «Ci sarà un mondo di modelli legato alla Panda e Pomigliano sarà il baluardo contro l’invasione delle auto cinesi piccole». Anche se con le norme europee attuali, o meglio con quelle in vigore dopo il 2027, Pandina e Panda rischieranno di uscire dal mercato. Troppo pesanti per Stellantis gli adeguamenti al motore che sarebbero necessari per effetto di Euro 7 e troppo alto il prezzo a cui dovrebbe essere messa in vendita un’auto nata nel 1980 per dare agli automobilisti l’essenziale. Ma non sarà la fine di Panda, ribadisce con forza François, un modello che da 12 anni è leader di mercato in Italia con l’8% di quota («non ci rinunciamo», dice), otto milioni di pezzi venduti dal 1980. Accanto a Pandina e Panda ci sarà la nuova Panda elettrica (ma anche ibrida). Il nome non è ancora certo («decideremo, non è detto che si chiamerà Panda, può essere», dice l’ad Fiat), ma sarà prodotta in Serbia e affiancherà i modelli di Pomigliano da luglio. Da Fiat arriverà un gruppo di modelli: Pandina, Nuova Panda (elettrica oltre che ibrida) invece della sola vecchia Panda. Ma anche, in prospettiva, lo sviluppo dei cinque concept basati sulla piattaforma di Nuova Panda svelati domenica scorsa (una city car, un suv, un’utilitaria, un pick-up e un camper). A Pomigliano d’Arco, ieri è stata presentata Pandina (sottotitolo “Fatta in Italia”). Si tratta di un aggiornamento del modello attualmente in vendita con adeguamenti degli allestimenti di sicurezza, una livrea con il nome Pandina, una spruzzata di bianco sulla fiancata e di giallo sui retrovisori, un panda sui coprimozzi. Sarà disponibile solo nella motorizzazione ibrida e avrà tutti gli allestimenti di sicurezza richiesti dalle norme Ue che entreranno in vigore a luglio. I sistemi di assistenza alla guida – la frenata d’emergenza automatica, il mantenimento di carreggiata, il rilevatore di stanchezza, il controllo di velocità (che saranno anche sulla vecchia Panda) – saranno abbinati a un nuovo volante, a un quadro digitale più grande e chiaro e a un sistema Apple CarPlay e Android Auto. I prezzi non sono ancora stati decisi, ma presumibilmente Pandina avrà un costo maggiore della Panda.«La Pandina – ha detto François – è un omaggio all’amore degli italiani per la Panda. Continuerà a essere prodotta a Pomigliano fino al 2027. Aumenteremo i volumi del 20% per soddisfare le esigenze dei clienti». Il 20% di produzione in più per gli ultimi, teorici, quattro anni di vita. Un paradosso: andrebbe in pensione un’auto che continua a suscitare l’interesse del mercato. Nel 2023, a Pomigliano, ne sono state prodotte 144mila unità di cui 102mila vendute in Italia (su 160mila Fiat). Il resto è stato esportato all’estero con Germania, Francia e Spagna primi mercati di destinazione. Nello stabilimento napoletano, dove Stellantis assembla anche Tonale, sono stati prodotti 210mila veicoli, con un incremento del 30% sul 2022. «Questo stabilimento – ha detto François – dopo il ritorno della Panda nel 1991 è diventato uno dei più efficienti e produttivi del gruppo. Qui stiamo investendo e continueremo a investire». La scommessa è quella di passare l’eredità Panda alla nuova famiglia che nascerà attorno all’iconico modello disegnato da Giorgetto Giugiaro, partendo dalla nuova generazione che verrà prodotta in Serbia, nello stabilimento di Kragujevac. Un’auto che nascerà sulla piattaforma della Citroen C3 (battezzata Smart Car) e dovrebbe arrivare a una lunghezza di quattro metri con un passaggio dal segmento A al segmento B. François schiva tutte le polemiche con il Governo sugli incentivi: «Aiuteranno la famiglia Panda e la 500, le auto regine del made in Italy. Ci sarà un contesto di mercato favorevole e le condizioni per incrementare le vendite in Europa». Un auspicio che è anche dei sindacati, che rilanciano. Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm parlano di boccata d’ossigeno per lo stabilimento di Pomigliano, 4.300 dipendenti più mille provenienti da altri stabilimenti del gruppo, e chiedono di conoscere al più presto i modelli mass market che verranno prodotti in Campania dopo il 2027.


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Fiat Pandina, il nome cambia ma non l’auto

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