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“Fiera dei Fondi”, l’incontro tra finanza alternativa e Pmi piemontesi

L’evento organizzato dalla Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino, che ha raccolto più di 200 iscrizioni, ha l’obiettivo di avvicinare le aziende del territorio al mondo della finanza straordinaria in un’occasione di incontro e confronto

di Martina Soligo

Filippo Sertorio, presidente Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino

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(Il Sole 24 Ore - Radiocor) - Cambiare l’approccio delle piccole e medie imprese nei confronti del mondo della finanza straordinaria. Questo l’obiettivo principale della Fiera dei Fondi, l’evento aperto al pubblico e alle imprese piemontesi dedicato alla finanza alternativa e giunto ormai alla terza edizione. L’evento, organizzato dalla Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino e ospitato dal Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino il 23 gennaio, vanta la partnership con Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) e Borsa Italiana, con il contributo della Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Torino.

Per la terza edizione sono stati oltre 200 gli iscritti tra rappresentanti del tessuto imprenditoriale e operatori del settore fondi, cui si affiancano da quest’anno per la prima volta le divisioni di corporate finance e M&A di alcune banche. Si tratta, secondo i dati di Aifi, di un settore tornato a crescere nel primo semestre 2024 quando il mercato del private equity e venture capital ha registrato un +40% degli investimenti a 4,5 miliardi su base annua, una raccolta di 2,8 miliardi di euro (+43%), 193 deal di venture capital e buyout di 69 operazioni.

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«L’obiettivo della Fiera dei fondi – spiega Filippo Sertorio, presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino, che organizza la manifestazione sin dalla prima edizione - è quello di mettere allo stesso tavolo le imprese e i soggetti che si occupano di finanza straordinaria, facendo capire come, per ogni progetto di crescita o di cambiamento strategico, esista uno strumento di finanza alternativa adatto e non bisogna averne paura». Un’occasione di incontro e di confronto in cui «i fondi e gli uffici delle banche sono disponibili a incontrare le aziende che vogliono iniziare ad approcciare a questo mondo – spiega ancora il presidente -. È un aspetto che piace sia alle aziende stesse, che possono in un’unica giornata incontrare diversi soggetti, sia al mondo del corporate finance, che in questo modo ha una platea potenziale di centinaia di imprese».

Le case history

Tre le case history presentate alla terza edizione della Fiera dei Fondi, a partire da quella di Scotta Group, gruppo cuneese con 300 dipendenti specializzato nella progettazione, realizzazione e installazione di centrali idroelettriche, impianti per la generazione di energia elettrica e automazione industriale, che nel 2021 ha acquisito Turboinštitut in Slovenia. Il secondo caso è quello di Filippo De Laurentiis, gruppo pescarese specializzato nella maglieria di lusso, entrato a far parte del gruppo Quadrivio nell’agosto 2024. Infine, Pattern, nata nel 2000 e oggi azienda leader nella prototipazione e ingegnerizzazione di abbigliamento maschile e outerwear di lusso che nel 2019 è arrivata alla quotazione sul Mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.

Uno spazio per le piccole e medie imprese

La Fiera dei Fondi è quindi «uno spazio per la finanza straordinaria dedicato alla piccola e media impresa», sottolinea Manuele Maria Musso, vicepresidente di Unione Industriali Torino con delega all’Organizzazione e Sviluppo Associativo che racconta come è nata l’idea: «dal momento che di solito il venture capital si occupa di guardare alle piccole start-up con tassi alti di crescita e il private equity di solito si occupa di quelle aziende un po' più grandi, noi abbiamo individuato uno spazio di mercato, che è quello della piccola e media impresa, che a sua volta ha bisogno di crescere e che per farlo ha bisogno di finanza straordinaria», spiega il vicepresidente. Dalla consapevolezza di questa necessità è nata l’idea «di creare questo spazio di testimonianze e di incontri tra i player di mercato e gli imprenditori». Le piccole e medie imprese, infatti, si trovano ad affrontare «cambiamenti tecnologici importanti – specifica ancora Musso - e quindi hanno bisogno di apporti di finanza straordinaria o comunque di consigli su come muoversi sul mercato. Si tratta di uno scambio della cultura di fare impresa, che fornisce una serie di informazioni ed educa l’imprenditore a gestire meglio la propria azienda, a monitorarla, proprio per andare incontro alle richieste degli investitori».

«Nel mio mandato – gli fa eco il presidente Sertorio - il progetto è incentrato sulla crescita delle Pmi. Non basta una crescita dimensionale, ci vuole anche una crescita culturale e questo evento può aiutare a cambiare l’approccio verso il mondo della finanza straordinaria, un mondo che raccontato da altri imprenditori che l’hanno approcciato può spaventare di meno. L’obiettivo è togliere la paura e far capire che questo può essere uno strumento di crescita e managerizzazione». Ma la Fiera dei Fondi, come spiega il presidente della Piccola Industria, è «l’evento finale di un percorso più ampio» costituito da alcune «pillole di avvicinamento» al tema, incontri in cui si andavano a dipanare i dubbi sul vocabolario della finanza straordinaria e si preparavano gli imprenditori all’incontro con gli esperti del settore.

Crescita e obiettivi futuri

L’evento nelle sue tre edizioni è cresciuto in maniera considerevole: «ci sono state una bella crescita e una buona visibilità sul territorio, - spiega ancora Sertorio - perché abbiamo allargato la possibilità di partecipare non solo al sistema di Torino ma anche ai comitati delle altre province del Piemonte». E per il futuro «l’idea è di riuscire a estenderlo anche a tutti gli altri territori piemontesi». Un’ambizione condivisa anche dal vicepresidente Musso: «penso che questa fiera possa allargarsi sia territorialmente sia in termini di dimensione, è ovvio che l'obiettivo sarebbe quello di farla diventare di macro-area, perché c'è proprio la mancanza di un'occasione così per le Pmi italiane. Peraltro, Pmi italiane che in questo momento sono molto appetibili per il private equity, soprattutto estero, perché difficilmente si riescono a trovare aziende così effervescenti, così dinamiche e così flessibili».

La Fiera dei Fondi incarna gli obiettivi della Piccola Industria di Torino ed entra a far parte della “Mappa della crescita”, una vera e propria mappa concepita e disegnata «come quella della metropolitana - racconta Musso - in cui le stazioni sono tutte delle esperienze di formazione per gli imprenditori e toccano sia il lato finance che il lato sostenibilità. Una mappa in cui al centro c’è la stazione principale che rappresenta il piano industriale. La Fiera dei Fondi è una di queste stazioni» a simboleggiare come l’evento faccia parte di un progetto più ampio che mira alla formazione, alla cultura e alla crescita dei piccoli e medi imprenditori del territorio.

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