Fiere, ricavi oltre i livelli 2019. La sfida ora è l’internazionalizzazione
Nel 2023 fatturato in aumento del 22% sul 2022 e del 32% sul 2019. Aefi: ora serve un’alleanza pubblico-privato per portare all’estero le manifestazioni che rappresentano le eccellenze del made in Italy
3' min read
I punti chiave
3' min read
Ripartita a pieni giri dopo il brusco stop della pandemia, l’industria fieristica italiana (1,4 miliardi di euro di fatturato ma un impatto sull’economia dei territori di 22,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 10,6 miliardi, secondo stime Prometeia) ha riagganciato nel 2023 i numeri e la crescita del 2019, anno record per il sistema. Lo scorso anno i principali leader del settore hanno registrato ricavi in forte aumento, spesso sopra i livelli prepandemia, e un buon recupero dei margini e della redditività (sebbene ancora sotto i valori 2019).
Il recupero del settore fieristico
Le prime stime di Aefi (l’associazione delle fiere italiane) rilevano per lo scorso anno un aumento del fatturato del 22% che, grazie anche agli effetti dell’inflazione, si traducono in un +32% rispetto al 2019. Restano tuttavia ancora sotto del 10% (rispetto all’ultimo anno pre-Covid) i metri quadrati di superficie espositiva occupati, che sono comunque in aumento del 10% rispetto al 2022.
Il pieno recupero dell’occupazione degli spazi è atteso per il 2024, anno che segna però per il sistema una nuova sfida, il consolidamento dell’internazionalizzazione. L’industria fieristica italiana, infatti, è leader in Europa (dietro la Germania) per capacità attrattiva di espositori e visitatori esteri e quarta al mondo (dopo Usa, Cina e Germania) per volumi, ma fanalino di coda per la capacità di portare all’estero le proprie manifestazioni e generare ricavi.
La sfida dell’internazionalizzazione
Sfida lanciata, in occasione della Giornata del Made in Italy, dal presidente di Aefi (l’associazione delle fiere italiane), Maurizio Danese, in occasione della tavola rotonda organizzata a Verona alla vigilia della Giornata del Made in Italy del 15 aprile: «Va colmato un gap del sistema fieristico italiano le cui manifestazioni all’estero incidono solo per il 9% del fatturato complessivo, contro il 30% circa di Francia e Germania».
Da qui l’iniziativa lanciata da Aefi lo scorso giugno per l’avvio di una piattaforma di coordinamento commerciale (un «Club Deal») integrata e condivisa, partecipata dagli attori fieristici e dalle istituzioni, per promuovere alleanze e sinergie nella realizzazione di manifestazioni all’estero, con l’obiettivo di promuovere i settori di eccellenza della manifattura italiana.


