I film del fine settimana

“Il seme del fico sacro”, un film impegnato che non lascia indifferenti

In sala il potente lungometraggio di Mohammad Rasoulof, regista iraniano vincitore del Festival di Berlino del 2020 con “Il male non esiste”

di Andrea Chimento

Il seme del fico sacro

3' min read

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Un film di straordinaria urgenza è il grande protagonista del weekend in sala: “Il seme del fico sacro” di Mohammad Rasoulof è uno dei titoli più importanti arrivati nei nostri cinema in questi primi mesi del 2025.

Fuggito dall’Iran in seguito alla condanna a otto anni per “collusione contro la sicurezza nazionale”, Rasoulof è uno dei nomi più rilevanti di una cinematografia sempre più fondamentale come quella iraniana, una nazione in cui sono moltissimi gli artisti e le artiste che lottano con il loro lavoro per protestare contro il regime e che usano il cinema come un’arma a tutti gli effetti: il caso più eclatante è quello del grande Jafar Panahi, ma i nomi che sono costretti a girare film clandestinamente sono moltissimi, pronti a mettere a rischio anche la propria libertà.

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Vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2020 con “Il male non esiste”, Rasoulof è tornato dietro la macchina da presa per raccontare il personaggio di Iman, un funzionario governativo in preda alla paranoia mentre a Teheran impazzano i disordini politici. Quando la sua pistola sparisce, sospetta della moglie e delle figlie, imponendo delle misure rigidissime che metteranno a dura prova i legami famigliari.

Attraverso una messinscena perfettamente calibrata, l’autore iraniano dà vita a un lungometraggio che tiene altissimo il ritmo per tutta la sua lunga durata (quasi 170 minuti), senza di fatto avere mai cedimenti e riuscendo a coinvolgere e scuotere lo spettatore così come si era prefissato.

Bastano poche sequenze per sentire tutta la forza di un prodotto che mostra gli aspetti più oscuri della società iraniana, ragionando su patriarcato, religione, famiglia e su come si “risponde” a chi cerca di avere solo un po’ di libertà.

“Il seme del fico sacro” e gli altri film della settimana

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Tra thriller e denuncia

È un film durissimo e brutale “Il seme del fico sacro”, un thriller estremamente inquietante che raggiunge l’apice della tensione quando Iman crea una sorta di prigione domestica dove tenere la moglie e le figlie.

Utilizzando moltissimo anche le riprese fatte coi cellulari, Rasoulof ragiona sul sistema mediatico iraniano, su ciò che dice la televisione e sull’enorme diversità con quello che i cittadini vedono con i loro occhi.

Scritto con grande cura, tanto nei dialoghi quanto nella costruzione dei personaggi principali, il film ha inoltre il grande valore aggiunto di avere un cast straordinario, in cui tutti recitano in maniera intensa per sostenere i fondamentali messaggi che il suo autore vuole trasmettere.

FolleMente

Tra le novità in sala c’è anche un atteso film italiano: “FolleMente” di Paolo Genovese.

Il regista classe 1966 spera di tornare al successo di “Perfetti sconosciuti” con questa commedia romantica che racconta di un uomo e di una donna che si incontrano per un primo appuntamento.

Un classico scenario romantico, ma con una svolta inaspettata: attraverso i pensieri dei protagonisti, vediamo come le diverse personalità che abitano la loro mente interagiscono tra di loro. Nel corso del film, ogni aspetto della loro psiche, dalla razionalità alla follia, dall’istinto al romanticismo, prende vita discutendo, litigando, gioendo e commuovendosi nel tentativo di prevalere e guidare la decisione finale.

La trama indubbiamente non è delle più originali – “Inside Out” è certo un modello d’ispirazione – ma il giochino messo in scena produce un discreto intrattenimento, seppur altalenante nella forza drammaturgica.

Tra momenti che sanno di già visto e gag invece davvero riuscite, “FolleMente” è un film che funziona a metà, ma che viene valorizzato da un cast corale in grande forma: oltre ai protagonisti Edoardo Leo e Pilar Fogliati, ci sono Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria, Marco Giallini, Maurizio Lastrico e Rocco Papaleo.

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