I film del fine settimana

“Maria”, Angelina Jolie splende in un toccante ritratto della Divina Callas

Inizia il nuovo anno e c’è già spazio per il grande cinema con il nuovo lungometraggio di Pablo Larraín. Tra le novità anche “Nosferatu” di Robert Eggers

di Andrea Chimento

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Maria Callas secondo Pablo Lc-arraín: basterebbe questa frase per suscitare interesse nei confronti di “Maria”, nuovo film del regista cileno, dove Angelina Jolie interpreta la Divina nell’ultimo periodo della sua esistenza.

Larraín non è certo nuovo a mettere in scena, a modo suo, delle (anti)biografie, decisamente poco convenzionali e capaci di attirare grande attenzione: dalle creazioni narrative di “Neruda” ai pochi giorni nella vita di Jackie Kennedy in “Jackie”, passando per le vacanze di Natale trascorse da Lady Diana in “Spencer” (quando era già ai ferri corti con il marito Carlo), arrivando alla visione vampiresca di Pinochet in “El conde”.

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“Maria” è ambientato a Parigi nel 1977, quando la più grande cantante lirica di ogni tempo, vive in una grande casa insieme a un maggiordomo e a una domestica. Il suo passato le scorre davanti agli occhi e pensa di scrivere un’autobiografia, ma la fine, lei lo sa, sta ormai per arrivare.

Se i fantasmi e le ossessioni perseguitavano già diverse icone del ventesimo secolo che il regista aveva rappresentato (in primis in “Jackie” e “Spencer”), anche in questo caso abbiamo una figura tormentata dai ricordi, da un passato impossibile da ritrovare e da una voce che, in tutti i sensi, non la rappresenta più per quello che lei sente di essere.

Grazie a un ritmo di montaggio dalla notevole forza, Larraín dirige una sinfonia estremamente coinvolgente, ad altissimo ritmo, e capace di toccare corde molto profonde, scavando negli abissi dell’animo umano.

“Maria” e gli altri film della settimana

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Un film sul cinema

Con una scelta metanarrativa che può far ripensare anche al già citato “Neruda”, Larraín ci mostra un’artista che crea personaggi attorno a sé, da un possibile intervistatore a un’orchestra che possa accompagnare la sua voce ancora un’ultima volta. È (anche) un potentissimo film sul cinema “Maria”, una pellicola in cui è la stessa Callas a dirigere l’autobiografia per immagini che vorrebbe scrivere, mentre si mescolano i formati, il colore con il bianco e nero, il passato reale con un presente immaginato, o viceversa.

Se i personaggi secondari non sono così rilevanti e ben scritti, quello principale è invece realizzato in maniera straordinaria, grazie al copione di Steven Knight, ma anche alla strepitosa prova di una Angelina Jolie forse mai così brava.

Per iniziare il 2025 nella maniera migliore, il consiglio è quello di correre al cinema a vedere questo film e, se vi mancassero, di ripescare tutte le pellicole che compongono la grande carriera di questo eccezionale regista.

Nosferatu

Tra i titoli più attesi del weekend in sala c’è anche “Nosferatu”, quarto lungometraggio di Robert Eggers, dopo il bellissimo esordio con “The Witch” e i successivi, deludenti “The Lighthouse” e “The Northman”.

Si tratta di un nuovo remake dell’omonimo “Nosferatu” del 1922, capolavoro di F.W. Murnau, già riportato in scena nel bellissimo rifacimento di Werner Herzog del 1979.

L’ispirazione arriva dal romanzo “Dracula” di Bram Stoker (di cui Murnau non ottenne i diritti e per quello cambiò nome al vampiro e modificò altri aspetti della sua pellicola) per descrivere la storia di questo vampiro e di un amore profondamente tormentato che lo colpisce.

Eggers spinge molto sul versante della sessualità e del desiderio erotico in questo lungometraggio girato senza dubbio con notevole eleganza, ma che rischia di essere una bella confezione vuota, senza all’interno un regalo all’altezza.

La cornice, forse, vale così più del quadro in questa pellicola che colpisce per fotografia e scelte sonore, ma di cui si fatica a trovare un’effettiva ragione d’essere, al di fuori di quella relativa alla sua forza estetica.

Eggers ha un talento enorme, ma continua in parte a sprecarlo con narrazioni altalenanti e con trovate eccessivamente autocompiaciute. Il suo film migliore resta nettamente il suo esordio, “The Witch”, e c’è da augurarsi che non rimanga l’unico lavoro davvero degno di nota di tutta la sua filmografia.

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