Finanza sostenibile, Banca Etica traccia tutti i crediti erogati
Nel 2021 ha realizzato finanziamenti per 249 milioni e sono stati valutati gli impatti ambientali e sociali, diretti e indiretti. No ad armi e gioco d’azzardo
di Vitaliano D'Angerio
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Impatto ambientale e sociale. Banca Etica ha tracciato gli effetti economici diretti e indiretti dei 249 milioni di crediti erogati nel 2021. Fino ad oggi è stato l’unico istituto di credito a realizzare questo tipo di attività in Italia: con l’introduzione del green asset ratio (Gar) da parte di Bruxelles, almeno per la parte ambientale, tutte le banche europee dovranno indicare le attività che sono sostenibili. Il report ad impatto di Banca Etica è giunto alla terza edizione. Da sottolineare che l’istituto, presieduto da Anna Fasano, fornisce già un quadro delle conseguenze economiche dei crediti erogati anche nel settore sociale, nonostante sia ancora assente una tassonomia europea in tale ambito (se non in bozza).
Esclusioni e inclusioni
Nel documento innanzitutto si parte dai settori esclusi dal credito di Banca Etica che al primo posto inserisce “la produzione e commercializzazione di armi”; tra gli altri ambiti segnalati vi è lo sfruttamento del lavoro minorile, il rapporto diretto con regimi che notoriamente non rispettino i diritti umani, il gioco d’azzardo.
Viceversa, l’istituto privilegia i settori «in grado di produrre un cambiamento positivo in termini sociali o ambientali». Fra questi vengono segnalati: i sistemi di welfare, l’efficienza energetica ed energie rinnovabili, l’agricoltura biologica, l’educazione, la cultura, lo sport per tutti, i centri giovanili, il commercio equo e solidale.
Alcuni impatti green
Ecco dunque alcuni risultati del report. Per ambiente e clima, «95,8 milioni di euro sono stati erogati a imprese e organizzazioni che operano positivamente negli ambiti dell’agricoltura biologica, del contrasto al cambiamento climatico, dell’economia circolare e della tutela ambientale».
Nello specifico il 27,8% dei crediti sono stati destinati a imprese green che, tra le diverse attività, hanno riciclato e recuperato 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti. Nel complesso «finanziamenti e crediti hanno permesso di evitare 82 mila tonnellate di emissioni di CO2 e consentito di installare 128 MW di potenza grazie a 40 impianti di produzione di energia rinnovabile».


