Fink (BlackRock) avverte le aziende: «Subito un piano per azzerare le emissioni di CO2»
Il rischio clima ha causato lo spostamento di 288 miliardi di dollari nel 2020 (+96% sul 2019). Chi non si adegua in modo rapido perderà la fiducia di stakeholder e azionisti
di Vitaliano D'Angerio
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Un piano per il raggiungimento di “zero emissioni” integrato nella strategia di lungo termine. È quanto chiede Larry Fink agli amministratori delegati delle aziende in cui investe: il numero uno di BlackRock, il più grande gruppo di risparmio gestito al mondo (8,7 trilioni di dollari in gestione), nella tradizionale lettera di inizio anno, mette nero su bianco che sul cambiamento climatico non c’è più tempo da perdere. Il clima è il rischio di investimento più importante tanto da aver provocato una massiccia riallocazione di capitali: «Da gennaio a novembre 2020, gli investitori in fondi comuni ed Etf hanno investito globalmente 288 miliardi di dollari in asset sostenibili, con un incremento del 96% rispetto a tutto il 2019».
E aggiunge: «Adesso sappiamo che il rischio climatico è il rischio di investimento. Ma siamo anche convinti che la transizione climatica rappresenti un’opportunità di investimento storica».
Covid-19, clima e opportunità di investimento
Fink nella lettera ai manager sottolinea la gravità del momento e gli effetti disastrosi della pandemia provocata dal Covid-19: «La pandemia ha innescato la più grave contrazione globale dalla Grande depressione e il crollo più veloce dei mercati azionari dal 1987». Allo stesso tempo però, è rimasto deluso chi pensava che il virus facesse distrarre dall’emergenza clima: «In marzo l’opinione più diffusa era che la crisi avrebbe distolto l’attenzione dal clima. Invece è successo esattamente il contrario e la riallocazione dei capitali ha subito un’accelerazione ancora più rapida di quanto avessi previsto».
La transizione energetica è però una grande opportunità sul versante investimenti. Fino a poco tempo fa era «difficoltoso» mettere a punto un portafoglio attento al clima. Soltanto i grandi investitori potevano permetterselo. Oggi non è più così. «Grazie al progresso delle tecnologie e dei dati, le società di asset management – scrive Fink – possono offrire portafogli di indici su misura a un pubblico molto più vasto».
Attenzione dunque alle richieste di investitori e gestori: i manager dovranno decidere rapidamente da che parte stare: «Con un numero sempre più elevato di investitori decisi a scegliere le società orientate alla sostenibilità, assisteremo a un’ulteriore accelerazione dell’immane cambiamento in atto. E poiché questo processo avrà un enorme impatto sull’allocazione dei capitali, i manager e i consigli di amministrazione dovranno valutarne gli effetti sul titolo della propria società».



