Firmato in Regione Marche il protocollo d'intesa con le parti sociali ed economiche sul benessere aziendale
Antonini: un punto di partenza importante per raggiungere l'obiettivo del benessere della persona e della qualità di vita
di Daniela Casciola
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Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e i rappresentanti di oltre 20 organismi associativi rappresentativi regionali hanno sottoscritto l'intesa «per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il benessere dei lavoratori nelle imprese del territorio regionale». Un percorso già avviato, ora consolidato con la firma di un protocollo con le parti sociali ed economiche che si concluderà con l'approvazione di una legge regionale che garantirà un quadro normativo organico a tutte le iniziative intraprese
Il protocollo è stato sottoscritto da: Confindustria Marche, CNA Marche, Confartigianato Marche, Confapi Marche, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, Confprofessioni Marche, Confederazione Italiana Agricoltori delle Marche (CIA), Federazione Regionale Coldiretti Marche, Confagricoltura Marche, Copagri Marche, Liberi Agricoltori Marche, Legacoop Marche, Associazione Generale Cooperative Italiane Marche (AGCI), Confcooperative Marche, UECOOP Marche, U.N.C.I. Marche, UN.I.COOP. Marche, CGIL Marche, CISL Marche, UIL Marche.
Il protocollo ha una durata coincidente con la legislatura regionale e scaturisce da un confronto costruttivo con le parti sociali ed economiche. La Regione si impegna a riconoscere premialità di punteggio o di contributo alle imprese aderenti che partecipano ai bandi emanati, il supporto nella progettazione degli interventi di welfare aziendale, iniziative di tutela della salute. Le parti, a loro volta, si impegnano a diffondere le finalità del protocollo e ad aiutare le imprese nella progettazione e nella gestione dei piani aziendali personalizzati.
Gli interventi potranno riguardare gli orari e le modalità di lavoro, il sostegno al reddito del dipendente e della famiglia, la formazione, il supporto della genitorialità, servizi del tempo libero, salute e benessere psico-sociale, l'introduzione della figura del Welfare manager in azienda.
«Un territorio dove si vive bene, a partire dagli ambienti di lavoro, attrae risorse e professionalità – ha affermato il presidente Acquaroli - Rafforzare il welfare aziendale è perciò un obiettivo nobile ma anche strategico. Favorisce una migliore competitività, che non dipende solo dalla capacità produttiva ma dalla qualità di vita, di sicurezza e di sviluppo dei diritti del lavoratore e di quelli dell'impresa. La competitività di un territorio si misura in termini di produttività e di capacità attrattiva».

