Monitoraggio Covip

Fondi pensione, risorse a quota 222,6 miliardi (+ 8,2%). Crescono rendimenti, adesioni e contributi

La Commissione di vigilanza sui fondi pensione sottolinea che tutte le forme di previdenza integrativa hanno fatto registrare in media risultati postivi: per i comparti azionari il 10% nei fondi negoziali, l’11,3% in quelli aperti e l’11,4% nei Pip. Torna ad allargarsi la forbice con la rivalutazione del Tfr che negli ultimi dieci anni è stata del 2,4%

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Per la previdenza integrativa il 2023 è stato l’anno della ripartenza dopo la flessione del 2022, innescata dalle fibrillazioni dei mercati finanziari e dagli strascichi dell’emergenza-Covid. Gli iscritti sono aumentati del 4% attestandosi a 9,6 milioni, le risorse destinate alle prestazioni hanno toccato quota 222,6 miliardi, in crescita dell’8,2% rispetto ai 205,6 miliardi di fine 2022. E i rendimenti sono risaliti: 6,7% nei fondi pensione negoziali, 7,9% nei fondi aperti e 8,3% per i Pip (Piani individuali pensionistici) “nuovi”. A fotografare l’andamento negli scorsi dodici mesi delle forme di previdenza complementare è l’ultimo monitoraggio della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip). Che evidenzia anche come nel corso del 2023 siano cresciuti del 5,7% rispetto al 2022 i contributi incassati da fondi e Pip.

Adesioni a quota 10,7 milioni

Dalla rilevazione della Covip emerge che alla fine del 2023 le «posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari>> sono risultate 10,7 milioni: il 4% in più rispetto al 2022. A queste adesioni, che includono anche quelle di chi aderisce contemporaneamente a più forme, «corrisponde un totale degli iscritti di 9,610 milioni (+4%)». A far registrare il balzo più evidente sono stati i fondi negoziali con una crescita di 211mila adesioni sull’anno precedente (+5,5%), per un totale che supera i 4 milioni. L’Authority fa notare che gli incrementi maggiori «continuano a rilevarsi nel fondo rivolto al settore edile (+87.700 posizioni)».

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Per i comparti azionari rendimenti tra il 10 e l’11,4%

La Covip sottolinea che lo scorso anno tutte le tipologie di forme pensionistiche e di comparti hanno registrato in media risultati positivi, con valori più elevati per i comparti azionari dove i rendimenti in media hanno toccato il 10% nei fondi negoziali, l’11,3% in quelli aperti e l’11,4% nei Pip. Nel dossier si osserva che nelle linee bilanciate i risultati sono stati in media «pari al 6,9% nei fondi negoziali, all’8,3 nei fondi aperti e al 7,1 nei Pip», mentre sono stati più contenuti per i comparti obbligazionari e garantiti. Nel complesso il 2023 ha chiuso con rendimenti del 6,7% nei fondi pensione negoziali, del 7,9% in quelli aperti e dell’8,3% nei Pip “nuovi”.

Torna ad allargarsi la forbice con il Tfr

L’Authority fa poi una valutazione a più lungo raggio, «su orizzonti temporali più coerenti con le finalità del risparmio previdenziale». Nel dossier si afferma che negli ultimi dieci anni (dall’inizio del 2014 alla fine del 2023) i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano intorno al 4-4,5% per tutte le tipologie di forme pensionistiche. In particolare, per le linee bilanciate i rendimenti medi sono compresi tra il 2 e il 3%, mentre le linee garantite e quelle obbligazionarie mostrano risultati vicini allo zero o di poco superiori. Infine, «e gestioni separate di ramo I dei Pi, che contabilizzano le attività al costo storico e non al valore di mercato, ottengono un rendimento dell’1,8%». Nello stesso arco temporale, fa notare la Covip, la rivalutazione del TFR è risultata pari al 2,4 per cento.

Contributi su del 5,7% e risorse destinate alle prestazioni in crescita dell’8,2%

A crescere in modo significativo nel 2023 sono state anche le risorse destinate alle prestazioni, che hanno raggiunto i 222,6 miliardi di euro: +8,2% rispetto ai 205,6 miliardi di fine 2022. La Covip rileva che <<circa i tre quinti dell’incremento è dipeso dal miglioramento dei corsi dei titoli in portafoglio, il resto è dovuto ai flussi contributivi al netto delle uscite>>. L’attivo netto è di 67,9 miliardi nei fondi negoziali (+11,1%), di 32,6 miliardi nei fondi aperti e di 49,9 miliardi nei Pip: rispettivamente, il 16,3 e il 9,8% nel confronto con il 2022. Sempre lo scorso anno i contributi incassati nel complesso da fondi negoziali, fondi aperti e Pip sono stati pari a 14,7 miliardi, in crescita del 5,7% sul 2022.


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