Aziende ed Istituzioni

Fondi regionali ed europei per interventi a sostegno del commercio nelle Marche - Le proposte per il 2023

Al via diversi bandi destinati a supportare le imprese del settore nel segno della riqualificazione e valorizzazione

di Daniela Casciola

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Risorse regionali e fondi Por Fesr della programmazione europea 2021/2027 per valorizzare uno dei settori portanti dell'economia del territorio. Con questo obiettivo la Regione Marche sta avviando una serie di bandi specificamente rivolti al settore Commercio per l'anno 2023.

«Riteniamo che questa serie di misure, attivate con l'utilizzo sia di risorse regionali che attraverso la nuova programmazione comunitaria 2021/2027, offra agli operatori del settore l'opportunità di trovare sostegno per ogni tipologia di intervento che intendano mettere in atto», ha dichiarato l'assessore al Commercio Andrea Maria Antonini.

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BANDI CON FONDI REGIONALI
I bandi con fondi regionali sono rivolti alla concessione di contributi agli investimenti per le micro e piccole imprese commerciali in sede fissa, con una dotazione finanziaria complessiva di 2.900.000 euro.

«É uno sforzo importante che la Regione ritiene fondamentale per sostenere un tessuto costituito anche da micro-piccole imprese commerciali», precisa l'assessore.

Le proposte regionali in sintesi

L'intervento con maggiore dotazione mira alla realizzazione di progetti relativi alla riqualificazione e alla valorizzazione commerciale di aree, vie o piazze, con particolare riguardo ai centri storici e privilegiando l'attivazione da parte dei giovani di nuovi esercizi commerciali. É rivolto a micro, piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio esistenti e a micro, piccole e medie imprese di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande esistenti. Sono ammessi a contributo gli interventi relativi a:

• Ristrutturazione, manutenzione straordinaria. Tali interventi sono ammessi solo se in possesso di titoli abilitativi edilizi (Cila/Scia edilizia) o dichiarazione rilasciata da un tecnico abilitato attestante che pur trattandosi di opere di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria non prevede la presentazione di Cila/Scia .

• Ampliamento dei locali adibiti o da adibire ad attività commerciale. Tali interventi sono ammessi solo se in possesso di titoli abilitativi edilizi (Cila/Scia edilizia) Le spese relative al deposito merci e agli uffici non sono ammissibili a contributo anche se il deposito/ufficio è contiguo all'unità locale;

• Attrezzature fisse e mobili strettamente inerenti all'attività di vendita e/o di somministrazione di alimenti e bevande Le spese per allestimento di veicoli non sono ammesse;

• Arredi strettamente inerenti all'attività di vendita e/o somministrazione di alimenti e bevande (ad eccezione di complementi di arredo, suppellettili e stoviglie, e quant'altro non strettamente funzionale all'attività da incentivare);

• Investimenti high tech. Azioni d'impresa volte ad accrescere la competitività attraverso la diffusione di soluzioni innovative e tecnologiche (a titolo di esempio: sistemi di cassa evoluti e mobile Pos, vetrine intelligenti, totem).

La spesa ammissibile, al netto di Iva, non può essere inferiore a 15.000 euro e superiore a 60.000. Il contributo regionale concesso è pari al 30% della spesa riconosciuta ammissibile.

Intervento ad ampio raggio con l'obiettivo di offrire l'opportunità di realizzare interventi strutturali per ammodernare la propria attività commerciale al maggior numero possibile di imprese commerciali.

BANDI CON FONDI PROGRAMMAZIONE 2021/2027
Nell'ambito della programmazione comunitaria Por Fesr 2021-2027 Asse 1 "Ricerca, innovazione, digitalizzazione e competitività" Azione 1.3.3. "Sostegno a progetti di qualificazione e rivitalizzazione economica", nel corso del 2023 verranno attivati due bandi per il settore Commercio, per un totale di 6 milioni di euro.

Gli interventi in sintesi

L'intervento 1.3.3.1 mira alla riqualificazione e alla valorizzazione degli esercizi commerciali e ad attrarre i giovani ad avviare nuove attività commerciali, per rivitalizzare e valorizzare il tessuto economico-produttivo dei borghi di cui all'articolo 3 della legge regionale 29/2021 o nei Comuni marchigiani con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, e assicurarne la vivibilità, l'attrattività e la messa in sicurezza.

Le spese ammissibili riguardano le iniziative promozionali, l'attività di marketing, studi e ricerche, la realizzazione di sistemi informativi da sviluppare attraverso l'utilizzo di supporti informatici. La progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento, sono ammesse nel limite massimo del 10% del costo complessivo del progetto finanziato.

L'intervento 1.3.3.2 è di portata molto più ampia con l'obiettivo di accrescere la competitività economica dei centri storici e urbani attraverso azioni specifiche sui settori del commercio e dell'artigianato artistico e di qualità, ritenuti di fondamentale importanza per lo sviluppo locale e per la promozione del territorio.

É rivolto alla creazione di Centri Commerciali Naturali, intesi come forme di aggregazione tra imprese commerciali, artigianali, turistiche e di servizio insistenti su una determinata area della città (nella stessa strada, nella stessa zona oppure che si localizzano in insediamenti costruiti ex novo), con lo scopo di rendere più competitivo il sistema commerciale/artigianale e turistico di cui sono parte.

Trattandosi di centri commerciali, possono partecipare al bando micro piccole e medie imprese del commercio al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande in sede fissa, dell'artigianato artistico e di qualità costituite in forma associata (ATI – "Associazione Temporanea di Imprese", ATS – Associazione Temporanea di Scopo, Reti di imprese senza personalità giuridica, Reti di imprese con personalità giuridica).

La spesa complessiva ammessa alle agevolazioni per la realizzazione del progetto non può essere inferiore a 40.000 euro (Iva esclusa), mentre l'importo massimo delle agevolazioni concedibili è pari a 100.000 euro.

«Si tratta di una strategia ad ampio raggio – afferma in conclusione l'assessore Antonini – con una visione complessiva del sistema economico e sociale regionale, avendo come riferimento le peculiarità strutturali delle nostre imprese e le esigenze di rivitalizzazione delle realtà del nostro territorio, i piccoli centri urbani ed i borghi, un sistema diffuso che è la caratteristica della nostra regione, da salvaguardare e sostenere».

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