Formazione continua nelle Pmi italiane: una ricetta (digitale) per renderla accessibile
Strutturare un percorso di formazione per una Pmi è spesso ancora troppo complicato per varie ragioni, non in ultimo gli elevati costi. L’esperienza della piattaforma Gility
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Il gap formativo, evidente in alcuni settori in modo particolare e nelle organizzazioni di medie e piccole dimensioni, è una delle voci cerchiate in rosso nell’agenda di molte aziende italiane, al pari di un’altra priorità che non lascia tranquilli molti responsabili delle risorse umane, ovvero la necessità di fare reskilling e upskilling delle competenze per rispondere alla velocità del processo di innovazione e cambiamento.
Strutturare un percorso di formazione per una Pmi è spesso e volentieri un esercizio ancora troppo complicato e per ragioni fra loro diverse e complementari, non in ultimo gli elevati costi di questi servizi. La soluzione per ovviare a questi ostacoli? Piattaforme di e-laerning facilmente accessibili, che da una parte permettono alle imprese di avere un unico interlocutore a cui rivolgersi per tutte le attività di apprendimento continuo e dall’altra facilitano lo sviluppo di nuove opportunità professionali per i produttori di contenuti (enti formativi, business school ed e-learning provider) e per i docenti in cerca di nuovi canali per ampliare il proprio mercato di riferimento.
Gility, società nata su iniziativa di CDP Venture Capital Sgr tramite l’azione del fondo di venture building Boost Innovation, è una di queste piattaforme e a catalogo vanta corsi in linea con l’esigenza di innalzare le competenze digitali e le soft e hard skill (otto i settori verticali di riferimento, Pubblica Amministrazione compresa) ma anche proposte (come il corso di anti fragilità o quello per la leadership femminile) che guardano alla creazione di una nuova cultura aziendale attraverso lo strumento della formazione.
Dei vantaggi di questo modello e delle criticità che devono oggi affrontare le piccole e medie imprese abbiamo parlato con Simone Maggi, Ceo e co-founder di Gility.
Lo skill gap nell’ambito delle professioni digitali rimane un problema del sistema Paese: perché l’Italia non è riuscita ancora ad eliminarlo?

