Formula E, il laboratorio hi-tech che migliora l’automobile elettrica
di Giulia Paganoni
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Perché investire nella Formula E? Un motorsport senza sound sembra un ossimoro ma non per i costruttori auto (e non solo) che hanno e stanno investendo miliardi di euro in questa disciplina per accelerare lo sviluppo di tecnologie da utilizzare sulle auto elettrificate di oggi e domani.
Parola d’ordine energia. Quella delle batterie che alimentano i motori ma anche quella che serve per la ricerca e lo sviluppo delle auto elettrificate per il mercato. Un “pacchetto” chiamato Formula E che risulta un ottimo lab per testare rapidamente le novità tecnologiche da adottare in larga scala sulle auto di serie. Sviluppo e rapidità, quindi. Motivi per cui numerose casa costruttrici hanno intrapreso la via dell’elettrificazione affidando R&D all’area motorsport che gareggia nel campionato delle monoposto elettriche. Ma anche fornitori di energia, di impianti frenati e di scocche. Tra gli altri.
Siamo giunti alla quinta stagione del campionato e in totale sono undici i team presenti, in prima fila Audi, Jaguar, Ds, Nissan, Bmw, Mahindra e non solo. Dal prossimo anno è già stato annunciato l’ingresso di Porsche e Mercedes. Ma anche contaminazione di aziende appartenenti a settori limitrofi, come la presenza sempre maggiore di Enel X, che dal 2016 al 2018 è stato Global Power Partner per poi diventare Official Smart Charge Technology Partner e Power Partner per cinque stagioni. All’appello, dalla stagione attuale, anche Brembo che ha firmato un contratto come fornitore unico dell’impianto frenante (comprensivo di disco e pastiglie in carbonio) per tre anni. Così come anche Bosch che da quest’anno per tre stagioni è partner della campionato.
Tutti elementi poi messi in pista nei circuiti cittadini, dove le curve sono strette, i rettilinei di lunghezza ridotta e che mettono a dura prova anche i piloti che non possono fare molti giri di ricognizione.
Da quest’anno poi sono cambiate anche le monoposto, passando alla Gen2. Le dimensioni delle vetture, oltre 5 metri di lunghezza, 1,77 di larghezza con un passo di 3,10 metri mettono alla prova (non poco) le doti di guida dei piloti in curve strette, come abbiamo potuto constatare sul simulatore Ds Performance utilizzato dai piloti del team francese per allenarsi.

