Francesco Rutelli (Anica): «Per il cinema investimenti, aggregazioni e qualità per crescere»
A pochi giorni dalla Mostra di Venezia il presidente di Anica evidenzia come il pubblico in sala sia «tornato a crescere», ma ora «la filiera è integrata con streaming e offerta Tv»
di Andrea Biondi
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L’Italia ha le carte in regola per competere come sistema del cinema e dell’audiovisivo. L’importante, spiega Francesco Rutelli, presidente dell’Anica, è fare il lavoro che serve, anche migliorando elementi a oggi trainanti come il tax credit. Intanto ci si prepara alla Mostra di Venezia. Quale messaggio consegnerà? «Che si riafferma la forza internazionale dell'Italia, con il Soft Power della sua cultura, dei suoi territori e industrie».
Alla fine della stagione 2022-23 mancano però 170 milioni al box office rispetto al 2018-19, anche se il dato è in crescita di quasi il 40% rispetto al 2021-22.
Il pubblico nelle sale è tornato a crescere, e gradualmente tornerà ai livelli pre crisi Covid. L’esperienza nelle sale, con decine di milioni di biglietti venduti ogni anno, è tuttora la forma di entertainment più popolare in Italia.
Il ministero della Cultura in questa estate ha ideato Cinerevolution: biglietti a 3,50 euro per i film italiani ed europei in sala. Tuttavia è stata Barbie a riportare la gente al cinema.
È una spinta promozionale positiva: allineare i mesi estivi alle stagioni più forti è l’unico modo per crescere. Pochi azzeccherebbero la risposta, se chiedessimo “quanti italiani sono andati al cinema a vedere Barbie?”. Quasi quattro milioni in poco più di un mese. Certo: i maggiori nuovi film italiani erano programmati dalla Mostra di Venezia in poi, e dunque usciranno dopo. Negli incassi in sala, peraltro, questo 2023 vede più film italiani tra i primi 20 rispetto all’ultimo anno di successo, il 2019, e i sei film in concorso e gli altri prodotti importanti a Venezia sono un ottimo indicatore. Ma guai a inaridire il vivaio della sperimentazione e degli esordienti.

