Franco: «Nella riforma del fisco revisione Iva e nessuna patrimoniale, Irap non più giustificata»
Alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il ministro dice: «Per un calo strutturale delle tasse serve una revisione della spesa». La prossima settimana riforma in consiglio dei ministri
di Mariolina Sesto
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I punti chiave
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La riforma fiscale ’«deve facilitare l’aumento del tasso di occupazione’». Sembra essere questa la priorità del governo che si accinge - entro la fine di luglio - a presentare un ddl delega sulla riforma del fisco. Lo afferma il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso dell’audizione sulle tematiche relative alla riforma fiscale che si svolge nelle commissioni Finanze di Senato e Camera. Quanto all’Irap, il ministro dice che, molti ritocchi e revisioni, che ne hanno modificato la struttura originaria, il mantenimento di questa imposta “non appare più giustificato, c’è un’esigenza di semplificazione”. Il ministro risponde anche sulla patrimoniale: “Credo di avere già detto che non è nel documento”.
Cuneo fiscale
«In Italia - ha fatto notare il ministro - il cuneo fiscale è particolarmente elevato” e “l’elevato prelievo sul lavoro dipendente non favorisce il tasso di occupazione che in Italia è pari al 59%, contro il 76% della Germania e il 75% della Gran Bretagna”. Da qui la necessità di usare anche la leva fiscale per favorire l’aumento dell’occupazione.
«Possibile revisione Iva, anche a parità di gettito»
Per quel che riguarda l’imposta sul valore aggiunto, le commissioni suggeriscono di ridefinire “la disciplina per la semplificazione” dell’Iva e “una possibile riduzione dell’aliquota ordinaria: direi che la semplificazione e soprattutto l’aumento dell’efficienza dell’imposta attraverso riduzione di evasione ed elusione possono anche suggerire di ampliare questa prospettiva non escludendo che il legislatore delegato possa agire sul livello delle aliquote ridotte e la distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, interventi che possono anche avere luogo a parità di gettito Iva”.
«Le tasse non si possono cambiare una alla volta»
Il sistema fiscale “necessita di una riforma ampia e organica”, “non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta” ammonisce il ministro dell’Economia. “I pilastri fondamentali del sistema, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, progressiva, e l’imposta sul valore aggiunto restano validi, ma necessitano di un profondo rinnovamento delle loro caratteristiche e del loro funzionamento” aggiunge.
«Per calo strutturale tasse serve revisione spesa»
“Se si intende ridurre in modo strutturale” il peso del fisco bisogna “agire per contenere la spesa pubblica sul Pil”, azione “facilitata da aumento dell’efficienza” dei programmi di spesa, spiega Franco, sottolineando che “in assenza di un intervento coerente sulla spesa” si può intervenire per rendere il sistema “efficiente ed equo ma non si può di per sé perseguire la riduzione strutturale del carico fiscale”.

