Frankenthaler, la rivincita del colore
In mostra a Palazzo Strozzi con 30 opere in prestito da musei di mezzo mondo. Mercato ancora sottovalutato rispetto agli artisti compagni di strada
di Laura Traversi
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Aperta a Firenze, in Palazzo Strozzi, la rassegna su Helen Frankenthaler (New York 1928-Connecticut 2011), con 30 opere e prestiti da Metropolitan Museum di New York, Tate Modern di Londra e National Gallery of Art di Washington (sue opere sono in 148 musei) oltre che dall’omonimo Archivio, la Helen Frankenthaler Foundation, che dal 2013 ne promuove la conoscenza presso il collezionismo internazionale. L’esposizione «Dipingere senza regole» dal 27 settembre al 26 gennaio 2025 è curata dal responsabile del Catalogue Raisonné, Douglas Dreishpoon.
La Scuola di New York
Frankenthaler diede un sostanziale contributo alla Scuola di New York e alla Color Field Painting. In parallelo colle ricerche di Mark Rothko ma anche in contrappunto con esse, tra “controllo e fantasia poetica” ad esempio della tecnica “soak-stain” (imbibizione a macchia) dei suoi panorami, basata sulla diffusione del colore in enormi tele e carte, sperimentando fuori delle regole in campiture sia liquide che viscose, usando ogni tipo di strumento, dalle secchiate ai rastrelli.
Era la seconda generazione con la “nuova” tendenza dell’Espressionismo astratto Usa degli anni Cinquanta, basata su vaste ed intense campiture cromatiche. Frankenthaler guardava alla pittura di paesaggio impressionista ed europea, a Tiziano e Manet, come si vide nella mostra a Venezia, Palazzo Grimani (2019).
A Firenze sono esposte opere tra gli anni ’50 e ’90 ed oltre (fino al 2002) ordinate di decennio in decennio, inclusi pezzi di proprietà della pittrice fatti da celebri artisti ed amici quali Anthony Caro, Louis Morris e Kenneth Noland (che ne ripresero la tecnica), Robert Motherwell, Jackson Pollock, Mark Rothko, David Smith, Anne Truitt.
Era una di loro, fu compagna del critico Clement Greenberg e moglie di Robert Motherwell, la sostennero e lei li sostenne. Ma sin qui, come Joan Mitchell - che tanto amava Cézanne, De Stael, Van Gogh e Monet- e Lee Krasner -moglie e angelo protettore di Jackson Pollock - hanno mancato il giusto riconoscimento sul piano dei valori di mercato. Per Frankenthaler il record assoluto è a poco meno di 7 milioni di euro, diritti inclusi, a molta distanza dalle vette di Cy Twombly, Franz Kline e Willem de Kooning, che registrano picchi tra 20-62 milioni di euro.



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