Frena tu che freno anch’io. Il Napoli non allunga. Per l’Inter stasera prova verità con la Fiorentina
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Tutto bene lassù in vetta? Ma di cosa soffrite? Di vertigini? Di angosce da primato? Di qualche strana allergia che colpisce le prime della classe?
Dopo il crollo dell’Inter a Firenze (stasera al rivincita a San Siro) anche il Napoli non sfrutta una ottima occasione per allungare. E non va oltre a un mediocre pareggio casalingo (1-1) con l’Udinese che esce dal Maradona tra gli applausi. Bravi i friulani, lestissimi a replicare con Ekkelenkam al vantaggio partenopeo di McTominay, ma il Napoli ha le sue responsabilità. Soprattutto una: di non aver preso in mano la partita dopo aver segnato. Era già successo la settimana scorsa con la Roma, ma almeno con i giallorossi il pareggio era arrivato ai titoli di coda.
Questa volta invece l’Udinese, grazie anche a un pasticcio difensivo del Napoli, si è tolta il pensiero pareggiando dopo solo tre minuti. E nella ripresa, quando gli azzurri avrebbero dovuto alzare il tiro, sono stati invece friulani a mettere all’angolo i padroni di casa. Due pareggi in due domeniche consecutive, quando si è in vetta, fanno scattare naturalmente un primo allarme, anche se Conte ha poi cercato di rasserenare un ambiente facilmente umorale dicendo che è comunque “un buon punto”.
Cose che si dicono, per tener su la truppa. Ma nelle private stanze è probabile che Conte abbia adottato ben altri toni. L’unica attenuante- l’infortunio di Spinazzola (lesione al gluteo) prima dell’inizio- non basta però a giustificare una prova tanto opaca.
Conte nella ripresa ha cambiato tutta la prima linea, ma senza risultati apprezzabili. Morale? Che qualche rimpianto è inevitabile. Gli azzurri restano in vetta (55) ma se stasera l’Inter (51) fa bottino pieno coi viola, al Napoli resterà solo una lunghezza di vantaggio. Tutti i giochi insomma sono aperti. Perfino per l’Atalanta, terza in scia a quota 50.



