Competitiveness

From Africa to Latin America, the new Made in Italy routes

Third day of the Made in Italy Summit organised by Sole 24 Ore, Financial Times and Sky TG24

by R.I.T.

Made in Italy Summit 2025. Una fase dei lavori dell’evento

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If American tariffs and their effects on global trade were the absolute protagonists at the Made in Italy Summit organised by Sole 24 Ore, Financial Times and Sky TG24 - the strongest message that emerged during the three-day event is one of encouragement for Italian companies. The international context, weighed down by wars and new protectionism, poses great challenges, but the road to overcome them exists and passes through two key concepts: technological innovation and market diversification. It was precisely markets - new or promising - that were discussed yesterday during the final session of the event, which in three days was attended by 27 thousand connected users.

Diversify key strategy

«In momento complesso come quello che stiamo vivendo, occasioni come questo summit rafforzano le relazioni – ha detto Andrea Duilio, ad di Sky Italia, introducendo i lavori –. Sono certo che da questo confronto possano nascere idee e collaborazioni capaci di dare nuovo slancio al made in Italy». Made in Italy che, ha ricordato Federico Silvestri, ad del Gruppo 24 ORE, «non è solo moda, design e cibo: è la nostra grande industria, la manifattura, l’innovazione, che nel mondo sono un riferimento». Non a caso, tra i settori che stanno tenendo meglio in questa difficile fase, ci sono la chimica e la farmaceutica, come ha spiegato Matteo Zoppas, presidente dell’agenzia Ice. «Le aziende italiane devono affrontare sfide complesse come i dazi Usa, la svalutazione del dollaro e la concorrenza sempre più strutturale di Paesi esteri, come la Cina - ha aggiunto – e nonostante tutto mantiene la sua posizione sui mercati internazionali e ne conquista di nuove».

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Lo dimostrano i dati Istat sul commercio estero extra-Ue che, come ha ricordato Regina Corradini D’Arienzo, ad e dg di Simest, a settembre ha registrato una crescita del 9,9% su base annua, nonostante l’avvio ufficiale dei dazi americani. «Occorre avere fiducia nel sistema e lavorare insieme perché ci sono grandi possibilità di crescita per le aziende italiane in Europa e fuori – ha detto D’Arienzo –. È però necessario ampliare la base delle aziende italiane che esporta, sostenendo soprattutto le pmi, che rappresentano il 96% delle imprese italiane, con strumenti ad hoc. Simest ha esteso i propri strumenti d’azione anche alle aziende che non esportano, ma che fanno parte di filiere vocate all’estero, lavorando anche per creare una cultura d’impresa orientata all’internazionalizzazione». Tra i player istituzionali impegnati a sostenere le aziende italiane all’estero c’è anche Sace: «Su un Pil italiano di 2,3 trilioni di euro, Sace ha una massa di garanzia di 270 miliardi con 60mil

The Need for a Country-System

To do this, we need the commitment of the entire country-system, which includes institutional players such as Ice, Sace and Simest, the government and its diplomatic network around the world, but also chambers of commerce abroad, industrial associations and banks. Together, these players constitute the 'diplomacy of growth' that Fabrizio Lobasso, deputy general manager and central director for economic internationalisation at the Ministry of Foreign Affairs, spoke about in his speech: 'Presenting oneself in an integrated manner is fundamental for growing abroad and especially in new markets.

For their part, companies must invest to innovate and renew themselves, starting with governance, which must be 'sustainable over the long term and able to guarantee all players the quality of products and services', said Giovanni Bossi, CEO of Cherry Bank, emphasising the banks' commitment to fostering this transformation of the Italian entrepreneurial fabric. Company size is also a decisive factor, observed Christian De Felice, CFO and CIO of AlmavivA, giving the example of his own company, which in recent years has consolidated its presence abroad (in 13 countries with 80 offices and 30 companies), also through acquisitions.

Certifications are also a valid lever for internationalisation, said Eraldo Minella, managing director of Professional Services and Training of the 24 ORE Group, speaking of the ItalyX project promoted by the group in partnership with Confindustria: "It is a certification of companies, not products, which guarantees a rigorous selection of companies, greater visibility and the possibility of accessing a network of prestigious reactions and collaborations. Almost two years after the project was launched, almost 200 companies have joined and about 150 have been certified, 90% of which are SMEs.

The New Export Routes

Di Brexit e di riforma doganale ha parlato Giorgio Poggio, director di BRIT Customs, ricordando che al momento non ci sono dazi per le aziende italiane che vogliono vendere nel Regno Unito, dove i consumatori sono sempre più attenti e attratti dai prodotti made in Italy. Restando in Europa, ottime opportunità presentano i Paesi dell’area dei Balcani, in forte crescita e vicini culturalmente e geograficamente come hanno spiegato Aldo Di Biagio, presidente della Camera di Commercio Italo-Croata e Michele Amadei, Head of CEE Corporates di UniCredit. Altre due aree strategiche – in questa fase di necessaria diversificazione dei mercati, sono l’Asia e l’America del Sud, quest’ultima guardata con grande attenzione dalle imprese italiane in vista della sigla dell’accordo del Mercosur atteso per fine anno, come ha detto Graziano Messana, presidente della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo. Anche l’accordo tra Ue e India ha visto un’accelerazione nell’ultimo anno, ha spiegato Alessandro Gi

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