Trentino, il presidente Fugatti firma ordinanza di abbattimento dell’orsa F36
Nel Centro del Casteller non c’è spazio per ospitare l’animale. «Non si possono sfornare condanne a morte come se si giocasse alla playstation», dicono gli animalisti
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Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato l’ordinanza di abbattimento dell’orsa F36, identificata dalle analisi genetiche come la responsabile dell’aggressione avvenuta il 30 luglio, in località Mandrel, ai danni di due giovani e del falso attacco a una coppia di escursionisti registrato il successivo 6 agosto, in località Dos del Gal, nel Comune di Sella Giudicarie. Il Consiglio di Stato aveva sospeso i provvedimenti di abbattimento degli orsi Jj4 e Mj5, impugnati dalle associazioni animaliste. L’orsa Jj4 è stata responsabile dell’aggressione mortale ai danni di Andrea Papi, 26 anni di Caldes, mentre stava facendo di running sui sentieri del monte Peller. Nei giorni scorsi è stata uccisa l’orsa Amarena. Ora sono stati avvistati i due cuccioli della orsa in fuga dopo l’uccisione della madre a San Benedetto dei Marsi, nell’Aquilano.
La Provincia di Trento non ha un posto dove custodire l’orsa
Nel decreto si legge che l’abbattimento sarebbe necessario in quanto la Provincia di Trento non ha un posto dove custodire l’orsa in caso di cattura. Il Centro del Casteller, di proprietà della Provincia autonoma di Trento e gestito dalle strutture dipendenti dal Dipartimento protezione civile, foreste e fauna, è dotato di tre spazi, indipendenti per la collocazione di orsi: uno è occupato stabilmente dall’orso M49, uno è occupato temporaneamente dall’orsa JJ4 e il terzo deve essere obbligatoriamente lasciato disponibile per poter «consentire la collocazione temporanea dell’orso pericoloso MJ5 per il quale è già stata disposta la rimozione o per la gestione di esemplari di grandi carnivori a seguito di situazioni di emergenza o di esigenze cura e riabilitazione in funzione del successivo rilascio a vita libera».
Oipa: partito il ricorso al Tar
Indignata l’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, che annuncia le vie legali, che con Enpa e Leidaa ha già fatto partire il ricorso congiunto al Tar di Trento contro la condanna a morte di F36 firmata dal presidente della Provincia autonoma di Trento. «Siamo sgomenti: una volta di più il presidente Fugatti adotta la legge del taglione invece di tutelare la fauna e difendere la biodiversità della sua terra, come invece dovrebbe. Procederemo nelle opportune sedi per impedirlo. Siamo con F36, come la maggioranza dell’opinione pubblica, che vuole gli orsi difesi dalle Amministrazioni locali. Neanche l’esempio delle buone pratiche adottate altrove in Italia insegnano nulla». Per Oipa l’orsa non è mai stata aggressiva e riguardo all’incidente con i due giovani, definiti cacciatori, F36 ha solo allontanato i due dal suo cucciolo. Con un cosiddetto “falso attacco” l’orsa, che ha 6 anni, ha fatto il suo «dovere di madre» e non ha voluto attaccare per uccidere. Oipa auspica una mobilitazione del l’opinione pubblica e annuncia vie legali. «La Provincia di Trento pensi a prevenire episodi del genere anche informando la cittadinanza e gli escursionisti su come ci si comporta in montagna, invece di continuare a evocare come sempre catture e abbattimenti».
Lav: condanne a morte come se si giocasse alla playstation
«Siamo al puro delirio – rende noto la Lav -. Fugatti è fuori controllo e sforna condanne a morte di esseri viventi come se giocasse alla playstation». E annuncia che Lav e Lncd animal protection «sono al lavoro con gli avvocati Pezone e Letrari per depositare il ricorso per fermare questa ennesima oscenità». È già stata inviata una diffida per bloccare Fugatti. L’associazione ha fatto anche un appello ai Forestali che saranno incaricati di svolgere il servizio di uccisione dell'orsa, di fare obiezione di coscienza, rifiutandosi di sparare all'animale. «Perché non si può condannare un'orsa che si è solo trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato».
