Fwu e Novis, due casi che fanno riflettere sulle tutele Vita in stile Ue
L’Authority lussemburghese propone la liquidazione coatta per la compagnia scelta da oltre 120mila italiani. Nuovo allarme Eiopa sul gruppo slovacco
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I punti chiave
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Dopo il caso Eurovita che si è risolto con il salvataggio della compagnia, cade una nuova tegola nel settore delle polizze assicurative. Anzi due. Questa volta si tratta di prodotti esteri autorizzati che sono stati venduti a piene mani anche in Italia.
Il Sole 24 Ore in questi mesi se ne è occupato a più riprese e ora le vicende stanno tornando pesantemente alla ribalta. Nel dettaglio si tratta di due compagnie assicurative la Fwu e la Novis che stanno impensierendo molti connazionali che rimpiangono probabilmente di non avere scelto delle polizze Made in Italy, visto che l’Ivass, la nostra Authority, si è dimostrata ben più solerte di quella lussemburghese e di quella slovacca nel risolvere le problematiche di Eurovita, compagnia finita sotto i livelli regolamentari e affidata alle mani del commissario Alessandro Santoliquido che è stato in grado di portare il gruppo in salvo grazie all’intervento dei Big del Vita italiani.
Tale impresa non è riuscita invece a Yann Baden, commissario per la gestione straordinaria di Fwu Life insurance Lux: si tratta di un ex investigatore della polizia che aveva tempo sei mesi per salvare capra e cavoli. Il tempo è scaduto appunto il 19 gennaio senza che sia comparso un cavaliere bianco, ossia una gruppo disposto a rilevare Fwu.
Così l’Autorità di vigilanza lussemburghese Commissariat aux Assurances (Caa) ha presentato nei giorni scorsi al tribunale del Lussemburgo una domanda di scioglimento e messa in liquidazione coatta dell’impresa.
A distribuire le polizze, congelate già dalla scorsa estate, sono state alcune reti di brokeraggio assicurativo, tra le più note Vitanuova e Solyda, controllata dalla stessa Fwu.

