La Barbera, il poliziotto della stagione d’oro dell’antimafia
Arnaldo La Barbera, poliziotto, uomo della stagione d’oro dell’antimafia degli anni Ottanta-Novanta, in qualità di capo della Direzione centrale della Polizia di prevenzione (ex Ucigos) viene mandato a Genova dall'allora capo della Polizia Gianni De Gennaro. Ha il compito di riportare l'ordine pubblico sotto controllo.
È lui che, assieme al questore di Genova Francesco Colucci, al capo del Servizio centrale operativo della Polizia Francesco Gratteri e al dirigente dell'Ucigos Giovanni Luperi, decide l'assalto alla scuola Diaz. La Barbera è deceduto nel 2002. Dopo i fatti della Diaz riceve un avviso di garanzia, e lui viene allontanato dalla guida della Polizia di prevenzione.
Caldarozzi, la condanna a tre anni e otto mesi per falso
Gilberto Caldarozzi, ex responsabile della Sezione criminalità organizzata della Polizia, condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per falso, ovvero per aver partecipato alla creazione di false prove finalizzate ad accusare ingiustamente chi è stato vittima dei pestaggi perpetrati dagli agenti ala scuola Diaz, nel 2017 diventa numero due della Dia, la Direzione investigativa antimafia.
Zucca, il magistrato che ha indagato sui fatti della Diaz
Sostituto procuratore generale di Genova, Enrico Zucca è il pubblico ministero nel processo sulle violenze all’interno della scuola Diaz, usata come alloggio per i manifestanti e come centro comunicazione del Genoa Social Forum).
Zucca ha ricordato che «diversi episodi di cronaca di questi anni vedono riproporsi lo schema dell’uso sproporzionato della forza cui segue la copertura con falsità che dimostra come il problema non siano soltanto le responsabilità individuali».
Per il magistrato c’è un problema «strutturale» con cui la polizia italiana non ha voluto fare i conti. Sono state le sentenze a dimostrare che le tesi della procura di Genova erano fondate, dalla Cassazione alla Corte europea dei diritti dell’uomo che hanno qualificato quelle violenze come tortura.
La Cedu nel 2017 ha rilevato anche l’assenza di sanzioni per i poliziotti responsabili e l’assenza di identificazione di gran parte degli stessi. Cinque anni prima, nel 2012, la Cassazione aveva condannato in via definitiva per falso 15 funzionari di polizia per aver coperto gli agenti picchiatori con false prove e false accuse nei confronti dei 93 manifestanti che vennero arrestati (79 dei quali dalla scuola Diaz uscirono feriti) e accusati di associazione a delinquere per devastazione e saccheggio, arresti non convalidati dai gip.
I picchiatori sono rimasti senza nome non essendo identificabili ad eccezione dei capisquadra: i reati sono finiti prescritti ma i poliziotti sono stati ritenuti responsabili per i risarcimenti in sede civile.
Agnoletto, il portavoce del Genoa Social Forum
Vittorio Agnoletto, presidente della Lega italiana per la lotta all’Aids, nel luglio 2001, durante il vertice del G8 di Genova, è portavoce del “Genoa Social Forum”.
Il Genoa Social Forum, che unisce 1.187 organizzazioni (dal centro sociale Leoncavallo a Legambiente, a Mani Tese fino ai cattolici di Pax Christi e alla Tavola della Pace, che promuove la marcia Perugia-Assisi) mette giù un Patto per Genova, in base al quale ogni manifestazione va comunicata e autorizzata dalle autorità di sicurezza.
Ma le cose andarono in maniera diversa. Dal 2004 al 2009 Agnoletto è parlamentare europeo. Membro del direttivo nazionale di Medicina Democratica. Insegna “Globalizzazione e politiche della salute” all’Università degli Studi di Milano.
Casarini, dai Disobbedienti alla ong che salva i migranti
Luca Casarini, alla guida del movimento no global, durante il G8 di Genova è uno dei principali volti pubblici durante quelle giornate in qualità di portavoce dei Disobbedienti, gruppo distinto dal Genoa Social Forum.
Nel marzo 2019 è capo missione della nave Mar Jonio, di proprietà della Ong “Mediterranea Saving Humans”: in quell'occasione recupera 49 migranti al largo della Libia e li ha fatti sbarcare a Lampedusa. Per questo motivo è indagato con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Vecchi, il Black Bloc arrestato in Francia
Vincenzo Vecchi, ex no global Black Bloc latitante, ricercato in quanto condannato a 11 anni e sei mesi insieme ad altri nove compagni per le devastazioni avvenute nei giorni del G8 di Genova del 2001, viene arrestato in Francia nell'agosto del 2019 dopo una latitanza di otto anni. A gennaio la corte di Cassazione francese decide di rivolgersi alla Corte di giustizia europea perché si pronunci sulla validità del mandato di arresto europeo.
Pisapia, l’avvocato della famiglia Giuliani
Giuliano Pisapia, avvocato, è stato il legale della famiglia di Carlo Giuliani. Deputato per Rifondazione Comunista per due legislature, nel 2010 è sindaco di Milano, il primo sindaco di centro sinistra del capoluogo lombardo dopo 18 anni.
Don Gallo, il prete di strada tra i leader della protesta No Global
Don Andrea Gallo, prete di strada, padre della Comunità di San Benedetto al Porto, anarchico e comunista, no global, da sempre vicino ai movimenti e dalla parte degli ultimi. Nei giorni del G8 di Genova è uno dei leader della protesta. Si schiererà anche con il movimento No Tav. È deceduto a 84 anni nel 2013.