Garda, la vacanza open air vale 1 miliardo
Le prenotazioni sono in crescita e per il 2023 Faita-Federcamping prevede un’altra stagione record Le rive del lago sono scelte da turisti di tutta Europa con un aumento gli investimenti in bungalow e c’è chi pensa alle case galleggianti
di Enrico Netti
4' min read
4' min read
Sono in aumento le prenotazioni per le strutture open air del lago di Garda, destinazione amata dai turisti provenienti dal Nord Europa che alimentano, incluso l’indotto, un giro d’affari vicino al miliardo grazie a 10 milioni di presenze registrate nel 2022.
«Nelle prime settimane del nuovo anno si sta registrando una crescita importante delle prenotazioni soprattutto dai paesi mittel-europei» spiega Alberto Granzotto, presidente di Faita - Federcamping. Lungo le rive del più grande lago d’Italia si sviluppa una quota importante del turismo all’aria aperta nazionale grazie a un mix di clientela pan europeo. Tra le province di Brescia, Verona e Trento nel 2022 il fatturato degli oltre 170 tra campeggi, villaggi e camping hanno superato i 330 milioni di euro contro i 270 milioni del 2019. Una offerta che conta su circa 23.800 piazzole che si sommano alle altre 9.600 “soluzioni”. Gli investimenti in bungalow risultano più consistenti nelle strutture veronesi e bresciane, determinando un mix ricettivo ancora più vario rispetto al Trentino. Per rendere ancora più suggestiva la vacanza si pensa anche alle case galleggianti che si andranno ad aggiungere alle case mobili che riscuotono sempre più successo.
Ancora più rilevanti le ricadute sul territorio rivierasco dove includendo l’indotto, secondo i calcoli di Faita, si genera un business che sfiora il miliardo. Numeri importanti perché le rive del Benaco lo scorso anno hanno accolto 10 milioni di villeggianti, quasi un settimo del totale delle presenze nazionali pari a 73 milioni nel 2022.
Questi i dati e i trend che emergono da uno studio di settore che Faita FederCamping ha commissionato a Thrends, società specializzata in analisi del business dell’ospitalità, per analizzare i cluster dei camping del lago e dell’adiacente area montana nel Trentino-Alto Adige. La ricerca è stata presentata in occasione della tavola rotonda «Turismo open air in Italia. Tendenze e prospettive con presentazione dello studio di settore sui cluster dei camping di lago e di montagna» tenuta durante la 47esima edizione di Hospitality - Il Salone dell’accoglienza, fiera internazionale del settore Ho.Re.Ca., che si è svolta a Riva del Garda.
Se il 2023 sembra preannunciarsi come un altro anno record come arrivi per il territorio gli ospiti si dovranno preparare a spendere un po’ di più rispetto agli anni scorsi. Campeggi e villaggi affrontano l’inflazione e il caro energia che fanno aumentare i costi tra l’8 e il 15% in funzione delle varie strutture. «Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2023 nasce carico di promesse - sottolinea Granzotto -. Mentre l’open air conferma il suo primato assoluto in ambito balneare, sono soprattutto il lago e la montagna, a far registrare le performances più incoraggianti». Sembra l’identik del Benaco perché tra Limone sul Garda, Torbole fino a Trento per poi scendere a Sirmione si concentra una serie di strutture destinate per i più sportivi che arrivano per fare mountain bike, trekking, windsurf, kitesurf, vela e quant’altro può offrire lo sport e il vivere in pieno una vacanza dinamica e all’aria aperta.

