Gas e rubli, vince la realpolitik: Commissione Ue verso il via libera
Unica raccomandazione da Bruxelles: notificare a Gazprom che il versamento in rubli chiude la transazione. La scadenza per saldare i conti si avvicina e anche Eni potrebbe avviare a giorni la pratica con Gazprombank
di Sissi Bellomo
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Sul gas in rubli liberi tutti. Chi vorrà seguire le nuove istruzioni di pagamento dettate da Mosca potrà farlo, anche con il benestare della Commissione europea. L’unica raccomandazione è di notificare a Gazprom che ogni obbligo contrattuale dev’essere ritenuto assolto con il versamento in euro: su quanto accade in seguito – ovvero la conversione della somma in valuta russa e il suo effettivo trasferimento a Gazprom – Bruxelles sembra aver deciso di chiudere un occhio.
Dopo aver tuonato contro i ricatti del Cremlino e messo in guardia dall’«alto rischio di sanzioni» per chi fosse incline a piegare la testa, l’esecutivo europeo è tornato sulle posizioni possibiliste che aveva assunto ad aprile, prima dell’ondata di indignazione seguita allo stop delle forniture russe a Polonia e Bulgaria. E anche Eni a giorni potrebbe aprire il doppio conto (euro e rubli) per saldare il conti con Gazprom.
I clienti del gigante russo del gas, pressati dalle scadenze, aspettavano da settimane un chiarimento definitivo: l’interpretazione “autentica” della Ue sulla questione dei rubli.
L’aggiornamento della guidance ora è stato messo a punto e inviato ai Paesi membri: un breve testo che nella versione filtrata alla Bloomberg conferma la guidance del 22 aprile, in sostanza dando via libera a proseguire gli acquisti.
D’altra parte Mosca non ci chiede di maneggiare rubli. E nei cinque pacchetti di sanzioni varati contro la Russia (il sesto è ancora in elaborazione) non c’è nulla che vieti di intrattenere rapporti con Gazprom, né di aprire conti correnti presso Gazprombank, che non è stata esclusa dal sistema di pagamenti Swift proprio perché riceve i bonifici per il gas.


