Gas, rinnovabili, nucleare e rischi cyber: come si giocherà la grande partita dell'energia
Alla Intelligence Week, organizzata da Vento & Associati e Dune, esperti a confronto sul futuro di un settore chiave per il pianeta e per il nostro Paese
di Cheo Condina
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il caro-energia, che oggi mette a rischio non solo la ripresa ma una parte del patrimonio industriale italiano: di qui la necessità di un piano di sicurezza energetica nazionale accompagnato da una più ampia manovra a livello Ue. Il complesso passaggio alle rinnovabili, con il gas che si candida come “ponte” verso un futuro totalmente green, in cui anche il nucleare di nuova generazione potrebbe giocare un ruolo. Il contributo sempre più imprescindibile di big data e intelligenza artificiale per puntare sull’efficienza energetica e per rispondere al meglio alle esigenze del consumatore. Le insidie legate a una digitalizzazione sempre più spinta, in primis quelle di attacchi cyber alle imprese del settore.
«Serve un piano di sicurezza energetica nazionale»
L’energia è stato uno dei concetti chiave affrontati dall’Intelligence Week, iniziativa organizzata da Vento & Associati e Dune Technologies, tenutasi tra il 17 e il 20 gennaio e con un focus molto chiaro: “La sfida delle tre transizioni: energetica, digitale e dell'intelligence”. In tutto 12 talk, il cui obiettivo era analizzare le dinamiche che determineranno gli equilibri del futuro, mettendo a confronto analisti, tecnici, dirigenti di grandi aziende infrastrutturali e decisori politici.
Un contributo cruciale al dibattito in materia energetica è certamente arrivato dalla tavola rotonda inaugurale, che ha visto il saluto della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nel dibattito il senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir, ha presentato la relazione sulla sicurezza energetica, sostenendo come alla luce dell’aumento dei costi sia urgente definire un piano di sicurezza energetica nazionale – auspicando anche una precisa futura azione della Cdp - che, per essere efficace, deve essere seguito da un analogo sforzo integrato europeo e da una più generale comunità di intenti da parte delle democrazie occidentali. La questione ha una rilevanza anche geopolitica. «La transizione energetica è un processo insidioso che probabilmente avrà vincitori e vinti», ha sottolineato Lapo Pistelli (Executive Vice President di Eni), secondo il quale la soluzione «non è consumare meno ma consumare meglio». Senza dimenticare, ha aggiunto, che la grande partita dei prezzi energetici si gioca in Asia, dove «la vorticosa crescita economica rischia inoltre di provocare un’impennata nei costi del gas e di altre risorse con effetti a catena sulla tenuta socio-economica dell’Europa».
Il caro-materie prime resta evidentemente un tema molto caldo. Secondo Nicola Lanzetta (Head of Italy Enel Group), il 45% dell’energia deriva dal rinnovabile e se non fosse così il bilancio per il nostro paese, come per i consumatori, sarebbe molto peggiore di quanto non sia ora. Una possibile soluzione alle fluttuazioni dei prezzi è stata indicata da Patrizia Rutigliano (Executive Vice President di Snam) che ha individuato nella capacità di stoccaggio dell’Italia una asset essenziale del nostro paese.
Il digitale: grandi opportunità ma rischi cyber
Poi c'è il nodo della transizione digitale in atto: si basa in larga misura sull’Internet of Things (IoT), una evoluzione che presenta grandi opportunità per gli operatori ma anche per i consumatori, con implicazioni che spaziano dall’intelligence alla sostenibilità ambientale ed energetica. Lo hanno spiegato, nel corso di un talk ad hoc sull’argomento, Gregorio Dal Pozzo, Partner di Dune, e Francesco Cerizzi, Associate Solution Architect Amazon Web Services, secondo il quale l’IoT permette di risparmiare energia, con effetti positivi tanto per l’ambiente che per le finanze dei consumatori.


