Medio Oriente

Gaza, l’Idf ammette di avere colpito per errore ambulanze della Mezzaluna rossa e ucciso nove operatori sanitari

Il corpo del capo della missione di soccorso, secondo i palestinesi, è stato smembrato

 Gaza City, 30 marzo 2025. (Omar al-QAattaa/Afp)

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Hamas tende la mano ad Israele per arrivare a una tregua di 50 giorni in occasione della fine del Ramadan e offre il rilascio di cinque ostaggi. Fonti egiziane ritiengono che ci sia la possibilità di un rapido progresso, grazie alla celebrazione dell’Eid al-Fitr della prossima settimana, ha riferito il quotidiano libanese Al Akhbar.

Secondo il quotidiano, i mediatori stanno cercando di promuovere un cessate il fuoco durante le festività, che segna la fine del Ramadan, in preparazione al raggiungimento di un accordo più ampio. Il rapporto cita fonti egiziane secondo cui il Cairo ha presentato alle parti proposte «realistiche» che avrebbero il sostegno degli Stati Uniti e del Qatar per accelerare i progressi su un accordo sugli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza.

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Hamas in cambio del cessate il fuoco di 50 giorni sarebbe pronta a rilasciare cinque ostaggi. Nonostante questo l’esercito israeliano ha annunciato di aver ampliato nelle ultime ore la sua offensiva terrestre nella Striscia di Gaza meridionale.

Lo scrive The Times of Israel, precisando che le truppe sono entrate nel quartiere di al-Jneina a Rafah, nell’ambito di un’iniziativa volta ad ampliare una zona cuscinetto lungo i confini della Striscia. L’Idf hanno affermato che le truppe hanno demolito le infrastrutture di Hamas nella zona. Separatamente, nel fine settimana sono stati effettuati decine di attacchi aerei, prendendo di mira quelle che l’esercito ritiene essere infrastrutture di Hamas e della Jihad islamica palestinese. Pesanti raid sono stati registrati anche nella zona di Khan Yunis.

Ma a Gaza l’orrore non sembra aver mai fine. La Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) si è detta «scioccata» dopo il ritrovamento del corpo smembrato di Anwar Abdel Hamid al-Attar, la capo della missione di soccorso scomparsa una settimana fa a Tal as-Sultan, a sud di Rafah. Sul luogo - scrive Al Jazeera - sono stati scoperti anche ambulanze e autopompe distrutte, sepolte sotto le macerie e irriconoscibili.

In una dichiarazione, la Prcs - secondo la quale sono in tutto nove i soccorritori che mancano all’appello - ha affermato che sono stati rinvenuti pezzi di equipaggiamento lacerati, appartenenti alla squadra scomparsa. Testimoni citati dall’emittente affermano che l’intera squadra è stata giustiziata e sepolta dall’esercito israeliano. L’Idf ha ammesso di aver colpito le ambulanze per errore.

L’Idf aveva dichiarato di avere «aperto il fuoco contro i veicoli di Hamas ed eliminato diversi terroristi di Hamas. Pochi minuti dopo, altri veicoli avanzavano in modo sospetto verso le truppe» che «hanno risposto sparando verso i veicoli sospetti, eliminando un certo numero di terroristi di Hamas e della Jihad islamica». «Dopo un’indagine iniziale - aveva aggiunto - è stato accertato che alcuni dei veicoli sospetti erano ambulanze e camion dei pompieri».

Il bilancio dei palestinesi uccisi da Israele dopo la rottura del cessate del fuoco il 18 marzo continua a crescere: finora 921. Intanto un’immagine satellitare mostra che le forze armate Usa hanno spostato almeno quattro bombardieri Stealth a lungo raggio B-2 (invisibili ai radar) nella base Diego Garcia nell’Oceano Indiano per colpire i missili Houthi nello Yemen. Decine di migliaia di persone si sono radunate in serata in tutta Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi, protestare contro la riforma giudiziaria e contro il licenziamento di funzionari pubblici non graditi da parte al governo Netanyahu.

La protesta è iniziata in piazza Habima a Tel Aviv dove poi i dimostranti hanno marciato verso Begin Street per unirsi al gruppo di famiglie degli ostaggi radunate lì.

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