Geely cambia le regole del gioco Lo strano caso di Link&Co
Il gruppo che controlla Polestar e Volvo adotta una strategia non convenzionale nell’uso di tecnologia, marketing, comunicazione: i clienti diventano membri di una comunità
di Giulia Paganoni
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Sicurezza ma anche comunicazione non convenzionale. Il gruppo cinese Geely, del quale fanno parte Volvo e Polestar e Lynk & Co, è attivo in Europa con una doppia strategia: da un lato la concretezza dei veicoli con importanti investimenti in elettrificazione e sicurezza, mentre dall’altra si gioca tutto sulla comunicazione e il senso di appartenenza a una community.
Il marchio svedese Volvo è noto ormai oltre cinquant’anni per l’attenzione alla sicurezza dei propri veicoli, ricordiamo che proprio nel 1959 inventarono le cinture di sicurezza a tre punti lasciando libero il brevetto affinché tutti i brand potessero proporre veicoli sicuri, una strategia a vantaggio della collettività. Da allora i tecnici hanno sempre lavorato in ottica di azzerare gli incidenti stradali analizzando dati e informazioni raccolti per ciascun sinistro al fine di definire e implementare nuove tecnologie di sicurezza. Ma non è l’unico obiettivo.
Da tempo il marchio svedese sta lavorando per la riduzione della CO2 nella gamma: l’obiettivo entro il 2040 è rendere il marchio una realtà a impatto zero sul clima e il primo passo concreto è quello di ridurre del 40% l’impronta di carbonio nel ciclo di vita di ciascuna automobile tra il 2018 e il 2025, anche attraverso una riduzione del 50% delle emissioni di scarico. Una strategia che si traduce in vendite di mercato focalizzate su una gamma composta per metà da auto elettriche e metà da veicoli ibridi entro il 2025.
Attualmente, gli obiettivi a breve termine sono stati ampiamente raggiunti grazie a una gamma composta da una variante dotata di tecnologia ibrida plug-in (Phev) per ciascun modello.
Infine, per aumentare i benefici dei risultati complessivi, Volvo sta anche effettuando investimenti significativi (come il nuovo laboratorio di Shanghai) per svolgere internamente le attività di progettazione e sviluppo degli elettromotori per la prossima generazione di modelli che saranno basati sull’inedita architettura modulare Spa 2 che a breve verrà introdotta.

