Automotive

Geely triplica gli utili, vendite +32%. Con Xiaomi sfida la regina Byd

Venerdì nero per il settore a Hong Kong, trascinato dal tecnologico. Intanto la crescita delle esportazioni (comunque +57%) si scontra con i dazi

di Redazione Finanza

Il presidente del Gruppo Geely Holding e ceo di Zeekr Intelligent Technology, Andy An Conghui, partecipa a un evento di Zeekr per il lancio della soluzione di guida intelligente G-Pilot del produttore di veicoli elettrici, a Hangzhou, il 18 marzo. REUTERS/Florence Lo.

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Non solo Byd. Il 2025 sarà un anno cruciale per due delle protagoniste cinesi più osservate nel settore automotive: Geely e Xiaomi. Due storie industriali differenti, accomunate da ambizioni globali e da un ruolo sempre più rilevante anche sui mercati finanziari. Da un lato Geely, realtà consolidata (con tentacoli in Europa attraverso la controllata Volvo, la quota azionaria di quasi il 10% in Mercedes-Benz, l’export di Smart in jv con la stessa Mercedes oltre che le flotte di Lynk & Co) che continua a crescere grazie a una strategia di consolidamento e a un portafoglio marchi ben strutturato. Dall’altro lato Xiaomi, gigante della tecnologia, dagli smartphone ai robot aspirapolvere, in rapida ascesa nel comparto auto, capace di catturare l’attenzione di analisti e investitori.

I risultati del 2024 e le esportazioni

Geely ha chiuso il 2024 con risultati record: l’utile netto è triplicato a 16,6 miliardi di yuan (2,3 miliardi di dollari), superando le stime del consensus. I volumi di vendita sono cresciuti del 32%, raggiungendo 2,1 milioni di veicoli, grazie alla buona performance di Zeekr e Lynk & Co. Tuttavia, Geely si confronta con la feroce competizione interna, dominata da Byd (34% del mercato elettrico interno contro 8%) che continua a innovare sul fronte delle batterie e della guida autonoma. Sul piano internazionale, la crescita delle esportazioni (+57%, a poco meno di mezzo milione di unità) si scontra con barriere protezionistiche sempre più evidenti.

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A livello borsistico, il titolo Geely, nonostante i risultati e le prospettive, venerdì è caduto (-5,7%) insieme all’intero comparto auto cinese (Byd -7,69% ma è +47% da inizio d’anno), penalizzato dalla correzione generale dell’azionario a Hong Kong (-2,19%). Hanno pesato le vendite nel settore tecnologico e dalla cautela degli investitori rispetto alla volatilità a breve termine.

L’incredibile corsa di Xiaomi

Quanto a Xiaomi, ha saputo stupire il mercato con il lancio della berlina elettrica SU7 nell’aprile 2024 e ha già rivisto al rialzo la guidance per il 2025, puntando a 350mila consegne. Il suv YU7, in arrivo nei prossimi mesi, rappresenterà un test importante per competere direttamente con Tesla Model Y. Il rally del titolo nell’ultimo anno (+300%) ha confermato la fiducia degli investitori, anche se recentemente sono emersi segnali di volatilità.

Le altre concorrenti: Xpeng e Nio

Il quadro borsistico più ampio racconta, comunque, di un settore in affanno. Dopo i conti diffusi giovedì, XPeng ha subito un calo, nonostante le prospettive restino positive secondo gli analisti di Nomura, che prevedono un aumento delle spedizioni, una crescita della quota di mercato e margini in ulteriore rafforzamento nel 2025. XPeng ha registrato margini veicolo a doppia cifra per la prima volta nel quarto trimestre, grazie a una combinazione di efficienza operativa e cost-control. La spinta verso soluzioni avanzate di intelligenza artificiale, con focus su guida assistita e robotica, dovrebbe sostenere lo sviluppo futuro della partner del Gruppo Volkswagen.

Attesa anche per i risultati di Nio. Secondo le stime di Visible Alpha, la perdita netta dovrebbe scendere a 4,63 miliardi di yuan (638,8 milioni di dollari), mentre i ricavi sono attesi in crescita del 30% a 22,22 miliardi di yuan. Il titolo, dopo un crollo del 38% nell’ultimo trimestre 2024, ha recuperato un modesto 4% da inizio anno. Gli operatori si concentreranno sulle guidance per il primo trimestre e sulle prospettive della partnership con CATL per la rete di battery swapping, oltre che sull’andamento dei margini, che nel terzo trimestre erano al 13,1%, scesi all’11,9% nel quarto trimestre 2023.

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