General contractor e banca per ripartire
di Valeria Zanetti
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«L’acquisto del credito fiscale dai committenti per noi non è una novità. Lo utilizzavamo anche prima del decreto Rilancio, ma fino a copertura della capienza fiscale aziendale. Da quando è consentita la cessione alle banche possiamo acquisirne senza limiti». Lo assicura Paolo Tosti, l’amministratore delegato di Diquigiovanni Srl, impresa che progetta, produce ed installa finestre, infissi e serramenti con sede a Gambellara, nel Vicentino e che ha già iniziato a sfruttare i benefici derivanti dalle agevolazioni previste dal cosiddetto Ecobonus, con detrazioni fino al 110% sulle spese. A fine luglio l’impresa ha siglato un accordo pilota in Veneto, tra i primi in Italia, con l’Istituto di credito cooperativo Trevigiano, per supportare il funzionamento dello strumento da parte del cliente finale. «L’istituto di credito conosceva già il nostro modello di business e sapeva che non ci saremo lasciati sfuggire l’opportunità, che stiamo già ora proponendo e sfruttando per diversi interventi di efficientamento. Attualmente lavoriamo su cantieri di diverse dimensioni, ma in particolare su ville e condomini fino a 16 unità abitative», prosegue Tosti. «Sull’Ecobonus al 50% non ci sono più problemi interpretativi, per il Superbonus al 110%, al massimo si tratta di precisazioni. La nostra azienda si è subito messa a studiare le modalità di applicazione del beneficio fiscale ed i meccanismi di cessione del credito», commenta. Nello stesso tempo, però, visto che i vantaggi messi a disposizione dalla normativa riguardano un ventaglio ampio di interventi di riqualificazione, l’impresa vicentina da 17,5 milioni di fatturato e circa 75 addetti, cui si aggiungono una cinquantina tra agenti e tecnici, è entrata a far parte di un consorzio di aziende che come general contractor propone operazioni articolate, con la formula del chiavi in mano, «dalla progettazione alla asseverazione», evidenzia Tosti.
