Generare innovazione? Ecco gli ingredienti utili per un contesto favorevole
Cooperazione, tolleranza e approccio informale alla gerarchia permettono di immaginare soluzioni che sarebbe difficile concepire sotto pressione
di Gianluca Rizzi *
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Attraversiamo una fase storica nella quale l’innovazione continua, di qualunque natura essa sia, è ormai indispensabile all’interno delle organizzazioni che costituiscono la società civile (aziende, università, pubblica amministrazione, enti non profit, ecc) e viene di fatto richiesta a tutti, nessuno escluso. In altri termini, dovremmo sentirci tutti un po’ più responsabili per il nostro progresso. Vorrei qui focalizzarmi sulle aziende e su alcuni presupposti necessari affinché vengano create le condizioni e i contesti ideali nei quali le persone riescano a proporre e generare innovazione.
Partiamo da un aneddoto che Reed Hastings, Ceo di Netflix, riporta nel suo libro “L'unica regola è che non ci sono regole”. Reed Hastings racconta di quando, mentre era a Ginevra per un convegno, ascoltava la conversazione tra due Ceo, rispettivamente di aziende di articoli sportivi l’uno e abbigliamento l’altro, mentre erano al bar. Lo colpì il racconto di quello che dirigeva l’azienda di articoli sportivi: pare che una sua manager avesse avuto l’idea di una pista di rollerblade da impiantare direttamente nei negozi per attirare i giovani consumatori, abituati ormai all’e-commerce. La stessa manager, a furia di pensare all’idea e alla sua realizzazione, si convinse del fatto che era troppo costosa e rischiosa fino ad abbandonarla nel giro di pochi minuti dopo averla avuta.
L’altro Ceo raccontò invece di avere istituito il venerdì dell’innovazione, ovvero un tempo da dedicare espressamente all’innovazione a disposizione di tutti il quinto giorno della settimana. Ma anche questa soluzione non aveva sortito effetti. Ad entrambi rimaneva il dubbio di come i grandi player della Silicon Valley riuscissero a rendere l’innovazione continua e sempre dirompente.
Come si comprende dall’esempio raccontato da Hastings, l’innovazione non è qualcosa di ingenuamente spontaneo e nemmeno di prescrittivo, ma ha a che fare con un contesto favorevole, ovvero capace di generare e mantenere condizioni ideali affinché le persone si sentano sufficientemente libere di dare contributi, proporre soluzioni, esprimere anche dissenso, naturalmente quello costruttivo.
Ma di cosa è fatto questo contesto? Quali sono le condizioni ideali che lo rendono abilitante rispetto all'innovazione? Eccone tre indispensabili per un contesto davvero favorevole:


