Giochi del Mediterraneo, per Fitto e Abodi impianti a rischio per i ritardi. Il comitato: pronti a chiarire
I due esponenti di Governo: non ci sono elementi sufficienti per aggiornare il Dpcm che dovrà sbloccare le risorse. Deliberati un anno fa 150 milioni
di Domenico Palmiotti
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Nubi sull’allestimento dei nuovi impianti sportivi destinati ad ospitare a Taranto, a giugno 2026, la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo con alcuni eventi in programma anche a Brindisi e Lecce. Con una lettera al comitato organizzatore, i ministri agli Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr, Raffaele Fitto, e allo Sport, Andrea Abodi, hanno scritto che “il ritardo accumulato nell’attività di programmazione dei Giochi del Mediterraneo del 2026 a Taranto desta preoccupazione”.
Per i ministri, “allo stato attuale” e “sulla base delle criticità rilevate”, non vi sono “elementi sufficienti per l’aggiornamento dello schema di Dpcm recante l’identificazione delle opere da realizzare, la cui mancanza rischia di compromettere il tempestivo avvio degli interventi in tempi utili per lo svolgimento dei Giochi”. Dovrà infatti essere un Dpcm ad assegnare le risorse deliberate un anno fa dallo Stato, pari a 150 milioni.
I punti critici evidenziati dai ministri
A tutt’oggi, per Fitto e Abodi, non si può “determinare correttamente il costo complessivo degli investimenti pubblici e, conseguentemente, la dimensione economica dell’evento”, né è chiaro se “le ingenti risorse ancora da finanziare possano trovare parziale copertura nei fondi regionali”. Per i ministri, inoltre, “la documentazione trasmessa contiene una stima dell’impatto dell’inflazione sui costi” ma “non vi sono elementi utili a chiarire la metodologia utilizzata per l’elaborazione della stima, e dunque non risulta possibile comprendere la ragione delle differenze che sussistono circa l’impatto stimato dell’inflazione sul costo inizialmente previsto per ciascun intervento”. C’è poi, dicono Fitto e Abodi, “una revisione dei costi ulteriore rispetto a quella legata all’inflazione” ma non si fornisce “alcun elemento in ordine alla ragione per la quale si addivenga ad un aggiornamento sostanziale delle previsioni di finanziamento”. A ciò si aggiunga che “la nuova versione del Masterplan prevede, in aggiunta rispetto alle stime precedenti, 10 milioni di euro di spese correnti per allestimenti temporanei di impianti sportivi che sono stati inseriti nell’ambito del progetto senza fornire indicazioni in merito alle valutazioni che hanno condotto a questa scelta”.
Il comitato: Governo può indirizzare le decisioni
Il comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo (ne fanno parte Comune e Provincia di Taranto, Regione Puglia, Coni e Governo) ha intanto risposto alle osservazioni di Fitto e Abodi e chiesto “un incontro urgente” per fornire ulteriori spiegazioni e precisazioni. “Si ritiene molto più proficua e rapida - si afferma - un’interlocuzione diretta e sollecita. Il comitato organizzatore rappresenta la città di Taranto, l’intera provincia, la Regione Puglia, il comitato olimpico, ma anche il Governo ne fa parte integrante” e quindi “all’interno del comitato, potrà indirizzare anche le importanti decisioni da assumere per rappresentare al meglio l’Italia e valorizzare il proprio ruolo nel Mediterraneo”.
“Sul presupposto di avere al più presto la disponibilità economica da parte del Governo, gli interventi previsti nell’elenco inviato ai ministri sono realizzabili in tempo utile per i Giochi, considerando che si tratta, per la gran parte, di interventi di adeguamento di impianti esistenti”. Intanto, “a causa dell’incremento di spesa dovuto all’inflazione, è stato ritenuto indispensabile eliminare alcuni impianti previsti inizialmente nel masterplan in modo da restare all’intero dei 296 milioni previsti inizialmente ancorché non del tutto coperti finanziariamente”.

