Il botta e risposta

Giorgetti: l’Ue ostacola l’operazione Ita-Lufthansa. Vestager: «Sto qui da 10 anni, approvate molte fusioni»

Il ministro dell’Economia alla convention del partito Identità e democrazia: Pnrr soffocato da burocrazia italiana e europea

di Redazione Roma

Articolo aggiornato il 25 marzo 2024, ore 12:00

Giorgetti: è importante avere un fisco più equo, riforma in tempi record

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«Se ripercorrete la storia dell’approvazione delle fusioni nei miei dieci anni» alla Commissione europea, «vedrete che numerose grandi aziende sono nate attraverso le fusioni, e questo accade perché molto spesso è possibile approvare una fusione preservando allo stesso tempo la concorrenza». Lo ha detto la vicepresidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, rispondendo a una domanda sulle parole pronunciate sabato 23 marzo dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che aveva detto che l’Ue ostacolerebbe la creazione di un campione europeo bloccando la fusione tra Ita e Lufthansa.

Giorgetti: l’Ue ostacola l’operazione Ita Lufthansa

«Noi abbiamo una compagnia area che si chiama Ita, si chiamava Alitalia. Abbiamo detto: “vediamo di costruire un campione europeo che possa competere con i colossi internazionali”. Da dieci mesi stiamo lottando con l’Europa che non ci permette di fare questo». A dirlo è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla convention del partito Identità e democrazia “Winds of Change” a Roma.

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Lunedì 25 marzo sarebbe giunta da Bruxelles la lettera (“statement of objections”) indirizzata a Lufthansa e Ita con la quale i servizi per la concorrenza della Commissione europea hanno elencato i rilievi e i nodi ancora da sciogliere prima di poter dare il via libera all’operazione di fusione delle due compagnie.

«Pnrr soffocato da burocrazia italiana e europea»

Giorgetti ha attaccato l’Europa anche parlando di Pnrr: «In Italia - ha adetto - abbiamo preso una montagna di debito per fare il Pnrr. Bella cosa ma soffocata da un mix micidiale di burocrazia italiana ed europea. Riusciamo a scioglierli questi nodi o no? O l’Europa è solo capace di produrre montagne di regole che soffocano lo spirito imprenditoriale?».

«Le banche usino le riserve per aiutare economia reale»

In mattinata Giorgetti ha partecipato alla Scuola di formazione politica della Lega e ha fatto un richiamo alle banche: usino le riserve che hanno accumulato in questa fase per aiutare l’economia reale nei periodi di magra. «I poveri risparmiatori, abbastanza pigri, tenevano i soldi sul conto corrente al tasso zero - ha detto -, mentre le banche li mettevano su qualsiasi titolo che rendeva al 5 e guadagnavano senza fare la banca, senza neanche fare la fatica di finanziare l’economia reale e quindi l’imprenditore che ha bisogno di sviluppare l’attività», ha tra l’altro detto parlando poi dell’imposta sull’extragettito. Così come era stata congegnata, era giusta, ha rimarcato.

Per il ministro ci sono i momenti in cui le banche guadagnano un sacco di soldi, ma ci sono anche i momenti in cui saltano in aria. E poi deve arrivare lo Stato a salvarle, a metterci soldi. Non dobbiamo andare lontanissimo per vedere casi come questo. Le banche - ha continuato - usino quelle riserve per evitare, quando arriveranno i periodi di magra, di creare problemi ad altri. Oggi sembra che tutto vada bene, guardate gli indici borsistici: le banche vanno tutte benissimo, però nel momento in cui i tassi d’interesse scendono, e speriamo che scendano, e l’economia magari qualche problemino lo creerà, la situazione potrebbe non essere più rosea come è oggi», ha aggiunto.

«Tassare le grandi multinazionali è necessario»

Tassare le grandi multinazionali è necessario, al di là della definizione di una tassazione internazionale ha detto il ministro dell’Economia in merito alla “web tax”. Secondo Giorgetti sarebbe importante avere un accordo internazionale sulla tassazione degli over-the-top, anche se ha espresso pessimismo rispetto alla possibilità che ciò accada entro il 2024. «Essendo una base imponibile piuttosto mobile, assai sfuggente, è chiaro che se si addivenisse a una regolazione globale sarebbe l’optimum. E in questo senso ci si era anche mossi».

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