Il rapporto con Bruxelles

Meloni, scontro con la Ue: curioso lo stallo su Ita-Lufthansa. Gentiloni: non rispondo a polemiche che danneggiano l’Italia

Il ministro dell’economia italiano ha chiesto al collega tedesco l’appoggio per il candidato alla Bei Daniele Franco, «tecnico preparato e libero da influenze politiche»

di N.Co.

Aggiornato l’11 settembre 2023, ore 13

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Ita, Meloni: "Curioso stallo commissione Ue su dossier Lufthansa"

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Al termine del G20 di New Delhi è scontro fra la premier Giorgia Meloni e Bruxelles sul dossier Ita-Lufthansa, argomento anche del colloquio tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il collega delle Finanze tedesco Christian Lindner. Alla domanda a Giorgia Meloni se a margine del G20 abbia avuto modo di parlare anche di quel tema con il commissario europeo all’Economia, al quale ha chiesto «un occhio di riguardo per l’Italia», la premier risponde secca: «Sicuramente la questione è stata sottoposta al commissario Gentiloni dal ministro Giorgetti».

Meloni, dossier Lufthansa? Curioso stallo

Sul dossier Ita-Lufthansa la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa, ha detto che «sta accadendo qualcosa di obiettivamente curioso, cioè la stessa Commissione europea che per anni ci ha chiesto di trovare una soluzione al problema Ita, quando troviamo una soluzione al problema la blocca e quindi noi non stiamo più capendo. E vorremmo una risposta».

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Ita Lufthansa, Commissione Ue: nessuna notifica dell’accordo

A stretto giro la risposta di Bruxelles. Un portavoce dell’esecutivo ha fatto sapere che la Commissione Ue «non ha ancora ricevuto la notifica» dell’accordo siglato tra Ita e Lufthansa e ha ricordato che spetta alle parti coinvolte nell’intesa «notificare» l’operazione. Quindi, ha detto, per ora non c’è altro da «aggiungere». La transazione, ha ribadito il portavoce, «non è stata notificata formalmente» alla Commissione. «Se una transazione costituisce una concentrazione» tra imprese, ha ricordato, e «ha una dimensione Ue, sta sempre alle società» coinvolte «notificarla alla Commissione, che solo una volta ricevuta la notifica può iniziare l’esame dell’operazione». L’ok dovrebbe arrivare dalla dg concorrenza della Commissione, le cui deleghe sono state affidate temporaneamente a Didier Reynders, dopo che la responsabile Margarethe Vestager si è messa in aspettativa perché candidata alla guida della Bei.

Fonti Mef: notifica dell’accordo solo al termine istruttoria commissione

Fonti del Mef hanno subito precisato che la notifica dell’accordo per la cessione di una quota di minoranza di Ita e Lufthansa alla Commissione europea per la concorrenza viene accettata, da prassi, «solo al termine di una istruttoria che la stessa commissione sta portando avanti molto minuziosamente nell’ambito di una fase di pre notifica già avviata. La risposta dell’esecutivo comunitario affidata a un portavoce è positiva - sottolineano le stesse fonti - perché rappresenta il presupposto di un iter che sarà molto veloce. Come Mef ci siamo già attivati per ottenere un incontro in tempi brevi con il commissario supplente Reynders».

Gentiloni: «Non partecipo a polemiche che danneggiano Italia»

Interpellato sulle parole della premier, in merito al ruolo che dovrebbe coprire nell’esecutivo comunitario, il commissario europeo Paolo Gentiloni a margine della conferenza stampa sulle previsioni economiche d’autunno della Commissione europea ha risposto: «Questa è una domanda sull’Italia che mi è stata indirettamente rivolta spesso in questi giorni, perfino in India. Io dico soltanto che non voglio partecipare a polemiche che penso danneggino l’Italia». Quella relativa a Ita, ha poi aggiunto, è «un’antica questione. Non fa parte delle mie competenze, ma è una questione che conosco bene, che mi sta a cuore. Nell’ambito delle responsabilità collegiali della Commissione cercherò di affrontarla. È una questione che ci trasciniamo da tempo e credo meriti una soluzione. Penso che il Governo abbia lavorato molto per individuare questa soluzione e confido nel fatto che la Commissione europea riconosca l’importanza di questo lavoro».

Giorgetti: appoggio per la candidatura alla Bei di Daniele Franco

La partita Ita si intreccia con le aspirazioni dell’Italia, che ambisce al posto alla Bei per Daniele Franco. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha chiesto al collega tedesco l’appoggio per il candidato alla Bei Daniele Franco, «un tecnico preparato libero da influenze politiche».

Scomputare le spese per la difesa del Patto di stabilità

Giorgetti ha parlato con il ministro delle finanze tedesco Christian Lindner. Tra i temi al centro del colloquio la situazione economica dei due Paesi e le nuove regole del Patto di stabilità. Nell’incontro Giorgetti ha «concordato sulla necessità di continuare gli sforzi per riportare la pace in Ucraina in linea con la proposta italiana di scomputare gli aumenti della spesa della difesa» dal Patto di stabilità.

Iniziare il percorso di rientro del debito

Giorgetti nel corso dell’incontro ha confermato l’accordo sulla necessità di iniziare un percorso per il rientro del debito secondo regole realistiche, sostenibili e serie. Il titolare del Mef ha inoltre concordato sulla necessità di continuare gli sforzi per riportare la pace in Ucraina in linea con la proposta italiana di scomputare gli aumenti della spesa della difesa dal Patto. Infine, Giorgetti si è detto d’accordo sulla proposta di razionalizzare altri interventi economici anche alla luce della crescita di entrambi i paesi. In Italia, intanto, i tecnici del servizio bilancio del Senato hanno messo sotto la lente la tassa sugli extraprofitti delle banche: esiste «un possibile rischio legato all'eventuale incompatibilità costituzionale della disposizione».

Il debito nascosto della Germania

In Germania è emerso nei giorni scorsi un debito nascosto, con un deficit doppio rispetto al dichiarato. L’accusa proviene dalla Corte dei Conti tedesca (Bundesrechnungshof), secondo cui il governo di Olaf Scholz avrebbe nascosto le reali condizioni finanziarie del Paese trasferendo impegni finanziari pluriennali in veicoli finanziari speciali (Sondervermoegen), ossia all’interno di società create con il preciso scopo di redistribuire una massa di crediti tra un’ampia gamma di investitori.

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