Attualità

Giornata mondiale dell’acqua, tra buoni propositi e qualche diffidenza

Il 22 marzo si celebra la ricorrenza annuale delle Nazioni Unite incentrata sull’importanza dell’acqua dolce. Necessario tutelare i ghiacciai

di Davide Madeddu

(Adobe Stock)

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L’obiettivo è duplice: da una parte garantire, entro il 2030, «acqua e servizi igienici per tutti», dall’altra «conservare i ghiacciai» giacché l’acqua è «essenziale» per un uso potabile, ma anche agricolo, industriale e per la produzione di energia pulita. Sono i due temi centro della giornata mondiale dell’acqua che si celebra domani 22 marzo, ricorrenza annuale delle Nazioni Unite incentrata sull’importanza dell’acqua dolce.

Due miliardi di persone senza acqua potabile

Argomento portante e particolarmente sentito, al centro delle iniziative del sito World water Day e poi condiviso da istituzioni, associazioni ambientaliste e imprese che hanno attivato una serie di iniziative e campagne di sensibilizzazione, per il risparmio della risorsa ma anche per contenere le cause che determinano poi una riduzione a monte.«Oltre 2 miliardi di persone vivono senza accesso all’acqua potabile, è fondamentale agire per affrontare la crisi idrica globale - sottolineano dall’Ispra -. Un obiettivo fondamentale della Giornata mondiale dell’acqua è supportare il raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 6: acqua e servizi igienici per tutti entro il 2030».

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A monte c’è un obiettivo che riguarda la “Conservazione dei ghiacciai”. Per gli esperti è necessario «ridurre le emissioni di gas serra per rallentarne il ritiro e gestire le acque di disgelo in modo più sostenibile». Ed è proprio la tutela dei ghiacciai il focus di quest’anno dato che, secondo l’Onu, la riduzione di questa importante risorsa può avere numerose ripercussioni.

I ghiacciai si riducono

A suscitare preoccupazione anche la notevole riduzione dei ghiacciai. Da qui la necessità di limitare il riscaldamento globale. Anche perché, come descritto anche nell’ultimo rapporto dell’Unesco in cui si evidenzia che la perdita di ghiaccio, dall’Artico alle Alpi, dal Sudamerica all’altopiano tibetano, dovrebbe accelerare poiché il cambiamento climatico, causato dalla combustione di combustibili fossili, spinge le temperature globali. Una tendenza, secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) destinata ad aggravarsi.

La sensibilizzazione per un uso responsabile

Proprio per questo motivo emerge, dalle varie iniziative annunciate, la necessità di promuovere un uso responsabile dell’acqua affinché la «risorsa idrica rimanga accessibile non solo alle generazioni attuali ma anche a quelle future». Secondo quanto riportato nell’approfondimento che l’Istat ha predisposto per la giornata mondiale dell’acqua, «oltre due cittadini su tre attenti agli sprechi» e «quasi un terzo non si fida di bere l’acqua del rubinetto».

Ancora poca fiducia nell’acqua del rubinetto

Nel 2024, le famiglie che dichiarano di non fidarsi di bere l’acqua del rubinetto «sono il 28,7%». «Il dato è stabile rispetto al 2023, pur nel contesto di una progressiva riduzione delle preoccupazioni rispetto a venti anni fa (40,1% nel 2002) - si legge -. Permangono però notevoli differenze sul piano territoriale, passando dal 18,4% nel Nord-est al 49,5% nelle Isole».

Tra clima e inquinamento

Dal rapporto emerge poi che oltre due persone su tre sono preoccupate dei cambiamenti climatici. Livelli massimi di preoccupazione sono espressi nel Nord-ovest e nel Centro (rispettivamente 70,3% e 70,4%), minimi (67,7%) nel Sud. C’è poi un altro aspetto che preoccupa sopratutto i giovani: si tratta dell’inquinamento delle acque, mare, fiumi, laghi e falde. Una maggiore sensibilità sul tema viene espressa dai giovani tra i 14 e i 24 anni (40,3%) rispetto agli over 55enni (36,0%). L’incidenza di quanti si preoccupano di questo problema è inoltre maggiore tra coloro che abitano in Comuni di periferia di città metropolitana (38,7%) e nei Comuni con più di 50mila abitanti (39,1%).

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