Intervista a Alessia Cappello

«Giovani, sostenibilità e inclusività: 1.326 eventi in 18 quartieri della città»

Assessora allo Sviluppo economico e alle Politiche del Lavoro

di Giovanna Mancini

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«La Design Week è una settimana fondamentale per Milano, per l’indotto che genera, stimato da Confcommercio in 220 milioni lo scorso anno, ma anche perché contribuisce a rendere la città sempre più attrattiva per un turismo internazionale e di qualità. Il bando che il Comune promuove ormai da diversi anni ha come obiettivo anche rendere questo evento sempre più inclusivo e sostenibile». Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico di Milano, ha seguito da vicino le ultime edizioni e l’evoluzione del palinsesto.

Siete soddisfatti dei numeri di quest’anno?

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C’è una crescita importante dei progetti selezionati, che sono 182, ovvero il 3,4% in più rispetto al 2023, per un totale di 1.326 appuntamenti, il 10,5% in più dello scorso anno. Quello che ritengo interessante è che il numero sia aumentato nonostante avessimo inserito dei criteri selettivi più rigidi, ad esempio escludendo attività di tipo commerciale, per salvaguardare la coerenza e la qualità della manifestazione e ribadire il fatto che i progetti devono avere un interesse pubblico.

Quali sono i temi che avete privilegiato?

Tre soprattutto: la partecipazione di giovani designer o imprenditori o architetti nelle attività e in effetti il 54% dei progetti selezionati coinvolge giovani emergenti. Poi il tema della circolarità e sostenibilità delle soluzioni proposte, per cui il 60% delle iniziative si caratterizza per il riuso degli allestimenti o dei materiali. Infine l’inclusività, con il 33% degli eventi che garantiranno la piena accessibilità alle persone portatrici di disabilità motorie o sensoriali.

La Design Week continuerà anche quest’anno la sua diffusione su un numero crescente di quartieri?

Il coinvolgimento anche delle aree più periferiche della città è un elemento per noi prioritario, funzionale non solo al disegno complessivo di riqualificazione di queste zone, ma anche a dirigere i flussi turistici verso luoghi meno scontati e battuti. Quest’anno i quartieri coinvolti saranno 18: si confermano le zone storiche del design, quindi Brera, 5Vie, Durini, Isola, Statale e Tortona. Tornano Porta Venezia e Zona Monumentale, nate lo scorso anno, e si aggiungono il quartiere Sarpi e diverse zone che ospiteranno alcuni eventi: Castello, Porta Romana, Stazione Centrale, San Vittore, Quadrilatero della Moda, Bocconi, Navigli, Nolo, Crescenzago e Barona.

Riproporrete come lo scorso anno l’apertura di edifici comunali dismessi?

Sì, ci sono due progetti molto belli: l’ex Casa dell’Acqua di via Giacosa, all’interno del Parco Trotter, dove un allestimenti immersivo affronterà il tema della risorsa idrica e valorizzerà i locali dello storico edificio degli anni ’20. Inoltre, alcuni spazi commerciali a Cimiano e Niguarda saranno rigenerati per esporre i progetti di giovani designer e, al termine della manifestazione, saranno messi a bando per ospitare negozi di vicinato.

Ha parlato di giovani: c’è qualche progetto in particolare rivolto a loro?

Due molto belli: quello di Ied, che realizzerà un campeggio urbano all’interno del centro sportivo Savorelli, il Glitch Camp, per dare alloggio gratuito a giovani designer o studenti di design tra i 18 e i 30 anni. E quello di Base Milano, che allestirà un campeggio sulla propria terrazza con 20 posti.

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