Roma Capitale

Giubileo, viaggio nella Sala Situazione dove si controllano gli eventi tra monitor, IA e sensori

Una control room basata su 3mila telecamere a presidio della sicurezza. Miozzo: «Qui le istituzioni operative monitorano il territorio in tempo reale». Occhi puntati sul Giubileo dei giovani ad agosto

di Manuela Perrone

Giubileo, l’intelligenza artificiale supporta la sicurezza: viaggio nella Sala Situazione

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I monitor inquadrano Piazza del Popolo, la nuova Piazza Pia, la parte di piazza San Pietro che non ricade in territorio vaticano, il piazzale della Stazione Tiburtina. Gli algoritmi permettono di aggiornare in tempo reale il numero dei presenti. Nessun viso è visibile, nessuna targa è leggibile. Ma i movimenti di persone e auto sono chiari. Dalla Sala Situazione del Giubileo 2025, un’ampia stanza rettangolare nell’edificio del Comune di Roma che ospita il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio, nel quartiere Garbatella, tutti gli attori che concorrono alla gestione dell’accoglienza e della sicurezza dell’Anno Santo, seduti attorno allo stesso tavolo ovale, possono osservare i principali luoghi della città, notare eventuali anomalie - assembramenti sospetti, crimini, incendi - e intervenire tempestivamente.

Inaugurata a maggio e attivata il 24 dicembre all’avvio del Giubileo, la Sala Situazione rappresenta per la Capitale una assoluta novità: non per la tipologia - è una control room sul modello di quella della Protezione civile nazionale, simile a quella che era stata allestita in occasione del Giubileo 2015 - ma per la tecnologia utilizzata. Stavolta, infatti, è l’intelligenza artificiale a guidare il sistema di videosorveglianza integrato, con una rete di 3mila sensori posizionati in città, che potranno crescere fino a 15mila.

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Miozzo: «Da qui controllo preciso di ciò che avviene sul territorio»

Di casa nella Sala Situazione è Agostino Miozzo, per circa vent’anni dirigente medico della Protezione civile, nonché coordinatore del Comitato tecnico-scientifico durante la pandemia da Covid-19. Oggi è il responsabile del progetto Accoglienza del Giubileo 2025 e lavora a stretto contatto con il commissario straordinario Roberto Gualtieri, il sindaco della Capitale. «Questa è la struttura che ci consente di guardare in diretta, nel momento in cui si svolgono, tutti i grandi eventi del Giubileo», spiega in una videointervista al Sole 24 Ore. «Qui abbiamo le telecamere che permettono, secondo un modello del tutto innovativo, un controllo preciso in tempo reale di ciò che avviene sul territorio».

Le istituzioni operative attorno al tavolo

Una tolda di comando che è crocevia di tante dimensioni operative: i dipartimenti di Roma Capitale, Polizia locale inclusa, la Protezione civile, le forze dell’ordine. «Intorno a questo tavolo - sottolinea Miozzo - si siedono tutte le persone rappresentative delle istituzioni operative, dai Vigili del fuoco alla Prefettura alla struttura sanitaria di protezione civile. Il sistema in quanto tale è rappresentato e collegato con le rispettive sale operative. Ma questa è la nostra sintesi, questo è quello che ci consente di vedere, di capire, di operare, eventualmente di modulare».

Il test con i primi tre Giubilei

Dal punto di vista della capacità di coordinamento tra i diversi attori, cruciale per la gestione efficace e sicura degli eventi giubilari, i primi appuntamenti nel fitto calendario dell’Anno Santo hanno rappresentato un test. «Fino ad oggi è andata benissimo, ma ci sono stati soltanto tre Giubilei (mondo della comunicazione, forze armate, di polizia e di sicurezza, artisti, ndr), il quarto sarà domenica (diaconi, ndr), con numeri abbastanza contenuti. Ci sono, però, serviti per fare quell’aggiustamento della tecnologia delle immagini necessario per capire esattamente quello che dobbiamo fare nei prossimi grandi appuntamenti».

Giubileo dei giovani, un milione di ragazzi inonderà la città

Il più atteso e il più impegnativo è il Giubileo dei giovani, in programma a Tor Vergata dal 28 luglio al 3 agosto. «Noi prevediamo che ci siano un milione di ragazzi che inonderanno la città. Saranno nuovi turisti, una nuova immagine di Roma». L’impegno è tale che nel decreto legge Pa approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì scorso c’è una norma che prevede l’utilizzo delle scuole come strutture ricettive. Una soluzione che era stata caldeggiata dallo stesso Miozzo, più volte nei mesi scorsi costretto a ricordare che i pellegrini «sono persone, non polli da spennare».

«Bene il Dl Pa che consente l’utilizzo delle scuole per l’ospitalità»

Il suo commento positivo, dunque, non stupisce. «Quello che è stato deciso dal Consiglio dei ministri è ottimo - afferma - perché consente a tutto l’apparato delle scuole e ai sistemi pubblici e privati che possono ospitare i ragazzi di aprire veramente le braccia a questa grande percezione di Roma come una città ospitale. Roma e anche le città della provincia, fino a Civitavecchia. Un bellissimo segno di ospitalità del sistema scolastico, del sistema delle palestre, del privato e del pubblico, di tutto il sistema laico e religioso della Capitale». Miozzo non nasconde la difficoltà dell’impresa: «Può immaginare cosa significa un milione di ragazzi, 9mila pullman». «Sarà un’esperienza straordinaria, un grande mal di testa per noi», sorride. «Dobbiamo essere attenti, corretti, ospitali. Ma Roma è capace di essere tutto questo».

In campo la tecnologia targata Leonardo

L’occhio della Sala Situazione sarà più che mai prezioso. A sviluppare la tecnologia necessaria, nel pieno rispetto delle normative e delle regole sulla privacy, è stato Leonardo, il colosso guidato da Roberto Cingolani impegnato nei settori aerospaziale, della difesa e della sicurezza. «Il gruppo - dice Paolo Piccirillo, responsabile Sales Police Forces della divisione Cyber & Security Solutions - ha messo a disposizione le aree tecnologiche del sistema Smart Police Support. Le principali sono tre. La prima è questa sala operativa di nuova generazione, realizzata attraverso l’intelligenza artificiale, in grado di potenziare la capacità di conoscere in tempo reale cosa avviene nella città e di semplificare le attività degli operatori della sala operativa stessa».

Garantita anche la sicurezza cibernetica

La seconda componente è quella mobile, ovvero dispositivi di nuova generazione e dotati di tecnologie di comunicazione mission critical con cui gli operatori della Polizia locale e della Protezione civile possono espletare sul campo pratiche che normalmente richiederebbero il rientro in ufficio, ottimizzando e massimizzando il presidio delle piazze e delle vie cittadine. La terza componente fondamentale è il Centro di sicurezza cibernetica, ovvero un dispositivo a protezione dei dati e dei servizi del sistema stesso contro eventuali azioni malevole volte a infiltrare i dati o a manomettere il sistema».

In futuro fino a 15mila telecamere

Sono dotazioni che rimarranno in eredità a Roma anche dopo il Giubileo. «Questo è un sistema - assicura Piccirillo - che rimarrà per la sicurezza della città e di tutti i cittadini». E che potrà crescere: «Può scalare fino a 15mila sensori intelligenti su tutto il territorio cittadino. In questo momento, insieme a Roma Capitale, stiamo implementando una prima fase di 3mila telecamere». Lo aveva anticipato il delegato alla Sicurezza di Roma Capitale, Francesco Greco, in un colloquio con il Sole 24 Ore ad agosto: «Roma sperimenta una nuova frontiera del controllo del territorio. Permetterà non solo di analizzare ciò che succede on time, ma anche di sviluppare indagini nell’immediatezza dei fatti». La sfida è ambiziosa, ma esaltante: dimostrare che l’effetto sicurezza degli algoritmi è più potente del rischio Grande Fratello.

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