Stati Uniti

Giudice federale blocca lo stop allo ius soli di Trump. Il presidente Usa annuncia ricorso

Il provvedimento di Trump negherebbe a circa 150mila bambini nati negli Stati Uniti ogni anno la cittadinanza garantita dal 14esimo emendamento della Costituzione

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Un giudice federale ha deciso di bloccare temporaneamente l’entrata in vigore dell’ordine esecutivo con cui Donald Trump intendeva negare ai figli di immigrati senza documenti la birthrigth citizenship, la cittadinanza per diritto di nascita, la versione americana dello ius soli da oltre 150 anni inserita nella Costituzione americana.

In un’udienza tenutasi il 23 gennaio 2025, tre giorni dopo l’emanazione dell’ordine esecutivo da parte di Trump, un giudice della Corte distrettuale federale, John C. Coughenour, si è schierato, almeno per il momento, dalla parte dei quattro Stati democratici che avevano fatto ricorso.

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“Si tratta di un ordine palesemente incostituzionale”, ha dichiarato. Donald Trump ha annunciato che farà ricorso.

Perché Trump non vuole lo ius soli

L’ordine di Trump stabiliva che i bambini nati negli Stati Uniti da immigrati irregolari non potessero essere ritenuti cittadini americani, ed era esteso anche ai bambini nati da madri che si trovavano nel Paese solo temporaneamente, come turiste, studentesse universitarie o lavoratrice temporanee.

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Coughenour, nominato nel 1981 da Ronald Reagan, ha ascoltato in udienza gli argomenti dei procuratori generali di Arizona, Oregon, Washington e Illinois, che nella loro mozione avevano affermato che l’ordine di Trump negherebbe in modo illegale a circa 150mila bambini nati negli Stati Uniti ogni anno la cittadinanza garantita loro dal 14esimo emendamento e dalla legge federale.

Una causa federale separata, presentata da altri 18 Stati e due città, è ora sotto processo in Massachusetts.

Leader minoranza Camera: «Valanga di cause legali»

Agli ordini esecutivi del presidente Donald Trump seguirà una valanga di cause legali. A dichiararlo è stato il leader della minoranza alla Camera dei rappresentanti Hakeem Jeffries. “In risposta a tutte le attività che abbiamo visto questa settimana, si scatenerà una valanga di contenziosi legali per conto del popolo americano”, ha aggiunto, scagliandosi poi contro i suoi colleghi repubblicani per aver appoggiato la grazia concessa da Trump ai detenuti del 6 gennaio, alcuni dei quali hanno commesso reati violenti contro gli agenti della polizia capitolina: “Vergogna ai miei colleghi repubblicani della Camera. Che fine ha fatto il sostegno alla polizia?, ha dichiarato Jeffries, citato dalla Cnn.

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