Giudici tributari, spazi stretti per i 100 passaggi dalle altre giurisdizioni
di Ivan Cimmarusti
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Mancano 70 giudici nelle nuove Corti di giustizia tributarie di primo grado e 30 in quelle di secondo grado. Le maggiori carenze in entrambi i gradi si registrano in Campania, con 25 posti vacanti, nel Lazio, con 15, mentre in Puglia e Calabria ne mancano, rispettivamente, 13 e 12.
Con la relazione sulle sedi giudiziarie tributarie vacanti, approvata il 15 novembre scorso dal Cpgt e anticipata nei giorni scorsi dal Sole24Ore, si apre la seconda fase del riassetto della giustizia fiscale: l’interpello per cento giudici di altre giurisdizioni che nelle intenzioni di questa riforma andranno a integrare l’organico.
Il bando è stato varato ieri mattina dal Consiglio di presidenza (relatrice la consigliera Maria De Cono) e va ad attuare l’articolo 1, comma 4, della legge di riforma della giustizia e del processo tributario, la 130 del 2022.
La norma prevede che «i magistrati ordinari, amministrativi, contabili o militari, non collocati in quiescenza, presenti alla data di entrata in vigore della legge nel ruolo unico di cui all’articolo 4, comma 39-bis, della legge 183/2011 e collocati nello stesso ruolo da almeno cinque anni precedenti tale data, possono optare per il definitivo transito nella giurisdizione tributaria di cui all’articolo 1-bis del Dlgs 545/1992, come introdotto dall’articolo 1, comma 1, del presente articolo. Il transito nella giurisdizione tributaria è consentito ad un massimo di cento magistrati».
Eppure, le cose non sono così semplici. I parametri previsti dalla norma per far accedere i giudici di altre giurisdizioni alla tributaria non sembrano essere proprio allettanti.
