Giulia Bevilacqua, dalle borse in velluto alle scarpe
La creatrice utilizza i velluti della storica tessitura di famiglia su Canal Grande. Adesso punta a lanciare una linea di furlane
di Paola Dezza
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Una storia di famiglia che dalla fine del XV secolo è legata alla tessitura a Venezia e che ha spinto Giulia Bevilacqua a cimentarsi nell’ideazione di borse e altri oggetti di velluto, rigorosamente artigianali e unici. Giulia Bevilacqua ha creato così un suo brand, BVL Venezia, slegato dalla tuttora esistente tessitura di famiglia che dal 1490 su Canal Grande produce stoffe, quelle stesse stoffe che Giulia utilizza abbinate alla pelle nei modelli delle borse della sua collezione.
«Sono molto legata alla tradizione della famiglia - racconta al Sole24 Ore -, ma il mio brand ès legato dall’azienda. Innamorata di quei tessuti ho iniziato a creare per me alcuni capi spalla, ma soprattutto borse. Pezzi unici che hanno avuto l’approvazione delle mie amiche. Da qui una serie di richieste».
Giulia sceglie i tessuti, le trame e le fantasie, e poi le abbina al pellame. A produrre le borse un laboratorio lungo la Riviera del Brenta, specializzato nella lavorazione artigianale della pelle. «Resto legata all’idea del pezzo unico - racconta l’intervistata -, per questo si tratta di una piccola produzione».
I tessuti arrivano invece dalla tessitura Bevilacqua, dove accanto alla produzione meccanizzata c’è ancora una parte di produzione manuale che viene realizzata con i telai del 1700. «Un mestiere che viene tramandato di generazione in generazione - dice -. Tanto che le giovani tessitrici sono ragazze che hanno imparato il mestiere dalle lavoratrici che sono andate in pensione, o addirittura figlie e nipote delle vecchie tessitrici».
La scelta dei tessuti può contare su un archivio storico di oltre 3.600 di disegni. La produzione oggi si è ampliata e contempla anche cappelli e presto delle scarpe.



