Gli agenti specializzati, Gemini 1.5 Pro e Code Assist. Ecco la strategia di Google per portare l’Ai in azienda
Tutte le novità di Cloud Google Next per potenziare la piattaforma Vertex Ai con l’intelligenza artificiale generativa
di Luca Tremolada
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LAS VEGAS - Gemini ormai è ovunque. La missione qui a Las Vegas era quella di dimostrare al mercato che dentro alla “nuvola” di Google c’è già una strategia chiara su come portare l’intelligenza artificiale generativa in azienda. Al Mandalay Convenction Center davanti a migliaia di partner e aziende i vertici del colosso di Mountain View hanno introdotti i lavori di Google Cloud Next con una raffica di annunci per convincere il mercato e i clienti dello stato di avanzamento dell’integrazione dell’Ai gen all’interno di ogni loro servizio. Perché ora più che mai per gli Ai provider, come ha precisato il numero uno di Google Cloud Thomas Kurian la vera sfida è mettere a terra (sul cloud) le applicazioni aziendali dell’intelligenza artificiale generativa: “Più del 60% delle startup e quasi il 90% degli unicorni sono clienti di Google Cloud comprese aziende come Anthropic, AI21 Labs o la francese Mistal stanno allenando i loro algoritmi nelle nostre infrastrutture”. Google Cloud Next quest’anno è una due giorni di casi d’uso e applicazioni aziendali insieme a nomi Bayer, Cintas, Discover Financial, IHG Hotels & Resorts, Mercedes Benz, Palo Alto Networks, Verizon, WPP anche per mandare un messaggio ai cloud concorrenti, prima fra tutti Azure di Microsoft e Aws. Gemini, il modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) di Google finora non ha impressionato. Come ha ammesso anche Sundar Pichai numero di Google, il successo di ChatGpt ha sorpreso il Gruppo che da più anni lavora sull’Ai e li ha costretti ad accelerare lanciando forse con troppa fretta prodotti come Bard. Le cose sono andate meglio con Gemini, almeno sotto il profilo tecnologico, ma il problema sembra essere la struttura organizzativa di Mountain View con troppi capi che lavorano in autonomia e in competizione e il timore che puntando su Ai si possa mettere in discussione anzi cannibalizzare il loro modello di business basatao su pubblicità e motore di ricerca. Google Cloud Next è sembra essere una risposta muscolare del suo numero uno in prima persona che da giugno in poi ha aperto i cassetti dei suoi laboratori di ricerca per integrare nella sua offerta per le aziende tutto quello che i suoi chatbot sanno dare. Vediamo le novità.
Cosa sono gli agenti specializzati.
Sono chatbot specializzati che possono essere “formati” e gestiti dalle aziende. Ce ne sono di tre tipi: Customer agent, Employee Agent e Creative Agent. I primi sono degli assistenti come quelli che stanno nascendo per l’industria dei viaggi che ti guidano nella scelta delle vacanza. Possono aiutare i clienti a interagire con le aziende in modo più fluido lavorando su diversi canali (web, mobile, call center e punto vendita) e in più modalità, come testo, voce e altro. Gli Employee Agent aiutano i dipendenti a essere più produttivi e a lavorare meglio insieme come nel caso di Etsy che utilizza il training della piattaforma per le imprese Vertex Ai, il cuore dell’offerta enterprise, per ottimizzazre i modelli di raccomandazioni di ricerca e annunci, fornendo agli acquirenti suggerimenti per migliorare le inserzioni e aumentare le vendite. E poi ci sono i Creative Agent. Nel corso di una presentazione è stato mostrato il loro funzionamento. L’agente studia immagini e presentazioni dell’azienda e sulla base di queste informazioni propone campagne pubblicitarie o di marketing che prendono spunto da quanto fatto finora dall’azienda. La demo mostrata è sorprendente perché si parte da una idea e in pochi secondi hai qualcosa di visuale da comunicare.
Gemini 1.5 Pro è tra noi.
La novità più attesa era appunto il debutto di Gemini 1.5 Pro. Viene presentato come il primo modello più grande di Google e completamente multimodale cioè permette di gestire in input testo, immagini e, per la prima volta, i video. I clienti hanno la possibilità di gestire fino a un milione di token, che si traduce nella possibilità di lavorare con testi di oltre 700.000 parole, 11 ore di audio e 1 ora di video. Va ricordato che, al momento, ChatGPT versione web arriva a 8.000 , Gemini 1.0 Pro a 32.000, GPT-4 Turbo a 128.000 e Claude 2 a 200.000.
Google lancia Imagen 2
Diciamo che dopo la polemica sui soldati nazisti troppe inclusive e il conseguente stop la generazione di immagini non è il punto forte di Google che si è vista costretta a fare alcuni passi indietro con Gemini. In attesa del suo ritorno, l’azienda sta lanciando uno strumento avanzato per la generazione di immagini, Imagen 2 , all’interno della sua piattaforma di sviluppo Vertex AI, sebbene si tratti di uno strumento decisamente più orientato all’impresa. Di interesse per i tipi aziendali, Imagen 2 può riprodurre testo, emblemi e loghi in più lingue, sovrapponendo facoltativamente tali elementi in immagini esistenti, ad esempio, su biglietti da visita, abbigliamento e prodotti.
Al centro Vertex Ai, le novità
La piattaforma enterprise è come da attese la vera protagonista dell’evento. Google Cloud offre più di 130 modelli proprietari e di terze parti e l’idea è quella di renderla il vero competitor di Azure e Aws. Moltissimi gli annunci in questo senso. Come l’atterraggio di Claude 3, il modello di Anthropic, per ora non disponibile in Italia, per i clienti su Vertex AI. Come anche CodeGema, sistemi più leggeri e open source per la generazione di codice per programmatori. Il progetto è quello di dotare la piattaforma e quindi le aziende di strumenti per generarsi al proprio interno i propri chatbot assicurando privacy e sicurezza. Di motori di ricerca per ora non si è parlato. Il Financial Times aveva anticipato un progetto per rendere la ricerca potenziata con l’Ai a pagamento. Ma all’interno di Vertex sono stati presentate numerose novità che connettono i dati aziendali e i servizi di search evoluti di Google. Come anche per i concorrenti in questa fase la sfida è quella di connettere i dati delle aziende con le potenzialità dell’Ai e le funzionalità di ricerca di informazioni. Su questa frontiera Google si vuole giocare le sue carte proprio potenziando la piattaforma Vertex.




