Mobilità in Italia: il paradosso del progresso e il predominio dell’auto - Rapporto Isfort 2023
Scopri il paradosso della mobilità italiana nel ventesimo Rapporto Isfort del 2023. Mentre gli stili di vita cambiano, la vecchia auto continua a dominare, inquinando il panorama. Analizziamo l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle auto obsolete e l’ascesa timida ma incerta dei veicoli elettrici. Esplora anche le sfide del trasporto pubblico e le previsioni sulla mobilità fino al 2030. Leggi l’analisi completa delle abitudini di spostamento degli italiani e il loro impatto sul paesaggio urbano e ambientale
di Andrea Carli
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I punti chiave
- Oltre 40 milioni di auto circolanti nel 2022: +19% negli ultimi 20 anni
- Nel 2023 timida ripresa del mercato dell’elettrico
- Oltre 36mila punti di ricarica
- Il trasporto pubblico non decolla
- Le previsioni sulla mobilità fino al 2030
- Oltre il mito della lunga distanza
- Il 2020, anno della pandemia e della mobilità pedonale
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Il paradosso è che gli stili di vita e di consumo sono in continua trasformazione per effetto del progresso sociale, economico e scientifico, ma i comportamenti di mobilità degli italiani sembrano seguire la legge della “continuità” piuttosto che quella del “divenire”. Gli italiani sono sempre più anziani e si muovono di meno. Per farlo non rinunciano alla loro vecchia auto. Anzi di vetture vetuste ne circolano sempre di più e sono inquinanti mentre l’elettrico costa caro e non decolla.
È la fotografia scattata dal ventesimo Rapporto sulla mobilità degli italiani a cura di Isfort, l’Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti, che verrà presentato oggi, l 27 novembre al Cnel con il supporto scientifico delle associazioni del Tpl, Agens e Asstra, con il sostegno della Fondazione NC e con la partecipazione del gruppo FS, di Istat e della Struttura Tecnica di Missione del Mit.
Gli spostamenti negli ultimi 20 anni, hanno registrato un calo dell’11,7%. Dato che potrebbe non sembrare allarmante se non fosse che la principale causa, l’inverno demografico, non si risolverà per gli anni a venire. Così la vecchia auto torna ad essere la prima scelta e l’elettrico arranca. Bus e metro, che stanno rinnovando le flotte, riusciranno a invertire questa atavica passione degli italiani per l’auto? No: l’invecchiamento del Paese pesa anche sulla popolazione scolastica.
Oltre 40 milioni di auto circolanti nel 2022: +19% negli ultimi 20 anni
Per la prima volta, nel 2022 il numero di autovetture che circolano sulle strade supera i 40 milioni, con un incremento del +1% rispetto al 2021 e del +19% negli ultimi 20 anni. Cresce il tasso di motorizzazione, passando dalle 58,8 auto del 2002 alle 68,1 del 2022. È un dato di 10 punti superiore a Francia e Germania. La vecchia auto (nel 60% dei casi ha più di 10 anni, mentre in Germania o Francia intorno al 40%) è sempre il principale mezzo di trasporto: 2 spostamenti su 3 avvengono infatti sulle quattro ruote, meno di 2 su 10 a piedi ed appena il 4% in bici o altre forme di micromobilità. La stessa percentuale si registra per le moto e meno di un italiano su 10 (il 7,5%) sale su un bus.
Nel 2023 timida ripresa del mercato dell’elettrico
Per quanto riguarda il mercato dell’elettrico, il Rapporto evidenzia che dall’inizio del 2023 c’è stata una timida ripresa. Il trend di crescita dell’auto elettrica è stato impetuoso negli ultimi anni, seppure nel 2022 si sia registrata una parziale battuta d’arresto, effetto anche della minore appetibilità degli incentivi: le sole auto ad alimentazione elettrica pura (escluse quindi le ibride) sono passate da poco meno di 1.500 immatricolazioni nel 2015 (0,09% del venduto) ad oltre 67mila nel 2022 (5,11%); la variazione negativa tra il 2021 e il 2022 è stata molto forte (-27% e una quota di mercato passata dal 4,61% al 3,73%).


