Gli obiettivi di Somec: integrare le neoacquisite e crescere in America
Strategia. Oltre al focus sull’Europa, in particolare l’Inghiterra, l’azienda guardaagli Usa. Più efficienze contro l’inflazione. L’incognita della frenata economica
di Vittorio Carlini
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Da una parte integrare le diverse società acquisite, soprattutto nella divisione “Mestieri: progettazione e creazione di interior personalizzati”, ricercando maggiori efficienze e sinergie. Dall’altra spingere l’espansione, unitamente all’Europa, negli Stati Uniti. Sono tra le priorità di Somec, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici aziendali, a sostegno dell’attività. Già, l’attività. Il gruppo, che è una small cap e quindi il risparmiatore in Borsa deve usare cautela, articola il business in tre divisioni. La prima, quella storica, è costituita dalle “Architetture navali e civili” (59% dei ricavi del primo trimestre del 2023). Appannaggio dell’area in oggetto è il design, produzione ed installazione di sistemi per architetture navali e facciate civili. La seconda, invece, è rappresentata dalle “Cucine professionali” (21,8% del fatturato). Qui è ricondotta la produzione di sistemi integrati (spesso personalizzati) per cucine professionali indirizzate a ristorazione e hospitality. Infine: i cosiddetti “Mestieri: progettazione e creazione di interior personalizzati” (19,2% del giro d’affari). Quest’ultima divisione, nata -in ottica anche di diversificazione - nel febbraio del 2022 con la costituzione della omonima società capofila (Mestieri Srl), è attiva nella realizzazione, chiavi in mano, di progetti relativi ad interni di pregio.
Sinergie e shopping
Ebbene: una priorità, per l’appunto, è l’integrazione ed efficientamento delle varie operazioni straordinarie realizzate dal gruppo. La società, lo scorso anno e nello stesso 2023, ha avviato e perfezionato diverse mosse: dal più recente shopping di Gino Ceolin (divisione Mestieri) a quello di Lamp Arredo (sempre nell’ambito Mestieri) fino all’M&A su Budri (Mestieri) e la salita al 60% in Bluesteel (Architetture navali e civili). A fronte di una simile attività è comprensibile come Somec punti, soprattutto nella divisione “Mestieri”, ad ottimizzare l’attività delle varie realtà. Un esempio? L’accentramento presso la società capofila (in mestieri) delle attività amministrative, legali o di negoziazione commerciale. Un approccio che è prodromico alla realizzazione di sinergie di ricavo e costo.
In un simile contesto, il risparmiatore domanda: l’attività di M&A prosegue? La risposta è positiva, sebbene Somec rimarchi la priorità di integrare le nuove realtà e, anche, ridurre la leva debitoria. Ciò detto, però, il gruppo continua a vagliare dossier per cogliere eventuali opportunità. Soprattutto, nella divisione “Mestieri”. Il focus è su eccellenze italiane situate nel Nord Est. Imprese artigianali di fascia medio alta, con un giro d’affari in media intorno ai 10 milioni. Non sono esclusi i turnaround. Vale a dire: la società, nell’ipotesi il target vanti un know how rilevante e importanti potenzialità inespresse, è pronto a prendere in considerazioni operazioni su aziende non efficienti economicamente.
A ben vedere si tratta di una strategia di M&A rispetto alla quale, sul fronte della struttura finanziaria, Somec indica che il tetto massimo del rapporto tra Debito netto e l’Ebitda può temporaneamente arrivare è circa 4 volte. Il valore, più o meno, è quello che la società (considerando l’Ifrs 16) vantava a fine del 2022. Proprio, e anche, a seguito di questa condizione, Somec sottolinea l’attuale prudenza rispetto a nuove operazioni straordinarie. L’opzione, seppure non possano escludersi a priori nuove operazioni, è quella di riportare il “Net debt to Ebitda” su livelli più consoni. In tal senso può ricordarsi che l’azienda,a fine del 2023, conferma le stime dell’Ebitda di almeno 30 milioni (30 +) e del rosso della Posizione finanziaria netta (ante Ifrs 16) inferiore a 40 milioni. Vale a dire: un rapporto tra debito netto e Mol che, considerando i valori limite indicati, si assestare intorno al livello 1,3 volte.
Il rischio di esecuzione
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione: ogni acquisizione comporta il rischio di esecuzione il quale, ad esempio, può impattare la redditività aziendale. Visto che Somec sfrutta l’M&A il timore e che possa esserci il medesimo problema per il gruppo. La società non condivide il dubbio. La società, dapprima, ricorda che, negli ultimi 8 anni sono state portate a termine 12 acquisizioni. Con il che, è l’indicazione, da un lato Somec ha acquisito importanti competenze in materia; e, dall’altra, sono state messe a regime modalità di analisi dei target, di due diligence e definizione dei prezzi d’aquisto che garantiscono efficienza nell’esecuzione delle operazioni. Non solo. Somec sottolinea che, essendo essa stessa abituata a lavorare su commessa, è per lei più facile comprendere il vero valore del backlog del target. Infine, conclude l’azienda, le realtà acquisite sono comunque di entità limitata. Quindi l’ipotetico problema avrebbe un peso molto circoscritto.



