Gli orti sociali di ValGiò si alleano con il packaging della bergamasca Grifal
Partnership commerciali
di Filomena Greco
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Quella di ValGiò e di Grifal è una collaborazione “buona”, nata sul campo. Da un lato c’è l’esigenza dell’azienda agricola di Caselle Torinese – con una forte connotazione sociale – di cercare il giusto packaging per spingere l’acceleratore sull’e-commerce dei prodotti dell’orto aperto alle persone in difficoltà. Dall’altro, c’è l’esperienza dell’azienda bergamasca che ha brevettato uno speciale cartone ondulato - cArtù® - per creare confezioni eco-sostenibili e molto resistenti. «L’incontro tra le nostre due realtà – racconta Nadia Valsania responsabile Valgiò – arriva nel momento in cui stavamo cercando un fornitore di scatole per un evento commerciale. Da lì è nata la collaborazione per sviluppare un packaging adatto ai prodotti dei nostri orti sociali, che inseriscono lavoratori con difficoltà». Le prime esperienze con l’e-commerce per ValGiò sono state negative in quanto le confezioni tornavano indietro perché danneggiate, almeno nel 50% dei casi. «Insieme a Grifal allora abbiamo studiato per più di un anno come poter modificare i nostri imballaggi e che tipo di scatola potesse essere più adatta a contenere i prodotti e affrontare trasporti sicuri».
Ed è così che sono arrivate le scatole di Grifal, con cartone robusto e con spazi interni adatti a contenere diverse tipologie di prodotto e diversi formati, che si incastrano tra loro. «Abbiamo completamente arginato il problema del danneggiamento durante il trasporto – aggiunge Valsania – tanto che ora siamo a meno del 5% di prodotti da rispedire», riuscendo così, attraverso una ottimizzazione delle spedizioni, a ripagare l’investimento in un packaging robusto e di qualità.
Il packaging rappresenta il primo banco di prova per le politiche di sostenibilità praticate dalle diverse aziende. «Si tratta di un settore – conferma Marco Ciora, responsabile marketing di Grifal – diventato di grandissimo interesse rispetto a quanto invece accadeva in passato, si parla di estetica, di “unboxing experience, del boom dell’e-commerce, tutte tendenze che hanno portato in primo piano il comparto del packaging agli occhi di direttori acquisti e direttori generali, senza dimenticare i criteri Esg». Per Grifal in particolare il cartone ondulato affianca la linea di imballaggi classici. «Il mercato della carta è esploso a partire dal 2016 e sta crescendo più che proporzionalmente rispetto agli imballaggi precedenti» sottolinea Cioria.
I prodotti di ValGiò sono in realtà «la sintesi di un progetto» visto che l’azienda opera nell’agricoltura sociale rivolta a persone con fragilità, legati a percorsi di malattia o di fine pena, inserite nell’esperienza degli orti sociali. «Alle nostre persone viene spiegata la tecnica di coltivazione e il rispetto dei cicli naturali per arrivare a una buona riuscita del raccolto» aggiunge Nadia Valsania. L’esperienza di ValGiò si è inoltre arricchita con la produzione, da pomodori e ortaggi senza nichel, di conserve poi vendute in vetro per allungare la shelf life del prodotto e garantire la disponibilità di prodotti nichel free anche nei mesi invernali. ValGiò conta tre orti sociali, a Chieri, Caselle Torinese e Torrazza (serre coltivate con idroponia), in capo all’Associazione Maria Madre della Provvidenza Giorgio Valsania Onlus, con un percorso di certificazione avviato per attestare l’utilizzo di metodi sostenibili e 120 volontari che garantiscono l’operatività dell’azienda. In totale sono una quarantina le persone inserite nei progetti di coltivazione, molti sono stranieri e molti di loro acquisiscono un vero e proprio mestiere. Grifal – 200 addetti e 40 milioni di fatturato – dal canto suo sta portando avanti un percorso di crescita, che si è trasformata in un Gruppo, dopo aver acquisito un’azienda che si occupa di macchinari e lo scatolificio Cornelli di Rivolta d’Adda (Cr). La sede di rappresentanza, dedicata alle attività di formazione, è negli spazi di Km Rosso, mentre in Romania Grifal ha aperto una controllata che produce imballi destinati agli elettrodomestici e ha infine avviato una collaborazione con un’azienda “gemella” in Portogallo.

