GM, dividendo +33% e buyback da 10 miliardi. Vola anche il titolo Stellantis
La dimensione del piano di riacquisto potrebbe scatenare la reazione della Uaw, già critica in passato per scelte analoghe a danno dei salari
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Incremento record del dividendo (+33%) e buyback da 10 miliardi di dollari per General Motors. Sarà il piano di riacquisto più grande di sempre. Gli effetti a Wall Street si sono visti subito: un titolo sceso quest’anno di circa il 14% è salito fino al 12%, a 32,29 dollari, mercoledì. Prezzo comunque inferiore ai 33,66 dollari precedenti lo sciopero di sei settimane del sindacato Uaw, iniziato il 15 settembre. Il rapporto prezzo/utili delle azioni GM è 4,4, al di sotto del 6,3 di Ford e del 66 del leader del mercato dell’auto elettrica, Tesla. Tuttavia, i multipli dei prezzi delle azioni di Volkswagen e Stellantis sono ancora più bassi, 3,5 ciascuno. Le azioni Ford e Stellantis (controllante di Chrysler), colpite anch’esse dallo sciopero Uaw, hanno tratto giovamento dalle mosse annunciate da GM e sono salite rispettivamente del 4% e del 5,2%.
Il primo produttore automobilistico americano ha anche abbassato le stime sugli utili sotto i livelli diffusi prima dello sciopero. Le nuove indicazioni hanno ridotto le aspettative per il 2023 a un intervallo di 9,1-9,7 miliardi di dollari, rispetto al precedente di 9,3-10,7 miliardi.
Ciò include un impatto dello sciopero stimato di 1,1 miliardi di Ebit rettificato, principalmente a causa della produzione persa. L’impatto complessivo dello scontro con il sindacato nel 2023 è di 1,3 miliardi, compresi gli aumenti salariali e i benefici che l’accordo concede ai dipendenti.
Il produttore con sede a Detroit crede nel buyback nonostante i tassi di interesse elevati che minacciano le vendite e gli oneri finanziari richiesti per lo sviluppo dei veicoli elettrici, che ancora non hanno portato a risultati significativi. gm sta cercando di dimostrare agli azionisti che può generare profitti mentre investe ancora in tecnologia, sperando di far salire un titolo che oggi è scambiato a valori inferiori rispetto a quando la ceo Mary Barra è entrata in carica, all’inizio del 2014.
«Ora che abbiamo un contratto ratificato e una chiara via davanti a noi, che include maggiore efficienza negli investimenti operativi, possiamo riprendere la restituzione di capitale agli azionisti secondo il nostro piano. I nostri risultati e la nostra generazione di cassa sono molto forti e siamo fiduciosi di continuare così mentre è in corso la transizione verso i veicoli elettrici», ha dichiarato Barra.


