Automotive

Gm, rosso in Cina ma profitti in crescita grazie ai motori a combustione

La big di Detroit ha registrato un utile rettificato di 2,96 dollari per azione, battendo le stime di Wall Street. Migliorato il margine operativo

di Redazione Finanza

Il presidente e amministratore delegato di General Motors, Mary Barra. REUTERS/Elizabeth Frantz/File Photo

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Nonostante le vendite negli Stati Uniti siano in calo e la joint-venture con Saic in Cina, un tempo molto redditizia, soffra la concorrenza locale e perda denaro, General Motors ha colto di sorpresa il mercato. La prima delle Big Three di Detroit (quota intorno al 17% negli Stati Uniti, ma due decenni fa era del 28%) ha registrato entrate per 48,8 miliardi di dollari tra luglio e settembre, il 10% in più rispetto all’anno scorso (e contro attese per 44,6), grazie ai prezzi medi di suv e pick-up a benzina negli Stati Uniti, che sono rimasti invariati rispetto allo scorso trimestre, oltre i 49mila dollari. Quanto all’utile operativo Gm ha messo a segno un +15,5% a 4,1 miliardi. In crescita anche il margine operativo, da 8,1% a 8,4%.

Escludendo le voci una tantum, l’utile rettificato per azione è stato di 2,96 dollari, battendo le stime di Wall Street (2,38), secondo FactSet. La performance del terzo trimestre ha permesso di migliorare la previsione di utile netto sulla parte bassa della forchetta, limando leggermente quella alta. Nel 2024 l’azienda prevede un utile compreso tra 10,4 e 11,1 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 10-11,4 miliardi di dollari. Inoltre la previsione di flusso di cassa rettificato è stata portata a un intervallo compreso tra 12,5 e 13,5 miliardi di dollari, ben più della precedente previsione di 11,5 miliardi.

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Risultato: titolo in volo oltre 1l 10% a 54 dollari. E +49% dall’inizio dell’anno, un unicum: Ford -9%, Stellantis -44%.

La ceo di Gm, Mary Barra, ha spiegato che «con gli ottimi risultati del terzo trimestre, prevediamo ora che il nostro Ebit per l’intero anno rettificato si aggiri intorno ai 14-15 miliardi di dollari». Tuttavia Barra ha messo sull’avviso gli azionisti. «Voglio che sia chiaro che non stiamo confondendo il progresso con la vittoria. La concorrenza è agguerrita e il contesto normativo continuerà a diventare più severo». Il direttore finanziario, Paul Jacobson, ha dichiarato che le vendite complessive negli Stati Uniti, il mercato più redditizio per il costruttore, sono diminuite del 2,2% nel trimestre, con una gran parte del calo dovuta alle flotte. Le vendite ai privati, in genere più redditizie, sono aumentate del 3%. Mentre altri concorrenti hanno visto crescere in maniera quasi patologica le scorte per non essere intervenute adeguatamente sulle politiche commerciali, Gm non ha vissuto questa fase, ha sottolineato Jacobson. Facendo notare che la riduzione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve dovrebbe migliorare il quadro nel 2025.

Negli ultimi due anni, General Motors ha acquistato in modo aggressivo le proprie azioni, restituendo agli azionisti circa 20 miliardi di dollari attraverso i buyback azionari. L’anno prossimo l’azienda continuerà su questa strada. Jacobson ha ribadito che Gm prevede circa 5 miliardi di dollari in riacquisti nel 2025 per portare il numero di azioni sotto il miliardo. Il titolo Gm è scambiato con un multiplo basso (5,5, contro il 61 di Tesla), il che riflette lo scetticismo degli investitori riguardo alle auto elettriche e alla guida autonoma. Anche se Barra ha scritto in una lettera agli azionisti che Gm continua a fare progressi verso la redditività delle Ev e prevede di produrne 200mila quest’anno. «La domanda inizia a salire», ha sottolineato ancora il direttore finanziario. L’analista di Cfra Research, Garrett Nelson, ha segnalato, tuttavia, che Gm potrebbe perdere quote di mercato nel breve termine a causa della mancanza di veicoli ibridi.

Guardando alle vicende asiatiche, la jv con Saic in Cina - brand Chevrolet, Buick e Cadillac - è il punto debole: ha perso 137 milioni di dollari nel trimestre chiuso a settembre, rispetto all’utile di 192 milioni di dollari di un anno fa. Milioni in rosso da sommare ai 210 del primo semestre. Jacobson osservato che la perdita è un sintomo delle difficili condizioni del mercato cinese, dove i marchi nazionali producono ottimi prodotti a basso costo. Molto basso. L’azienda sta lavorando con il partner (controllante del marchio MG Motor, che brilla in Europa) per ristrutturare l’attività. «Non abbiamo ancora avviato una vera e propria ristrutturazione», ha dichiarato il cfo di Gm, aggiungendo che le vendite sono in aumento e le scorte in calo. «Crediamo che la situazione stia migliorando, ma c’è ancora del lavoro da fare con il nostro partner».

Intanto le perdite si sono ridotte a 435 milioni di dollari per l’unità di robotaxi Cruise. La licenza in California è stata sospesa dopo un grave incidente a San Francisco lo scorso anno. L’unità ha ripreso i test con conducenti umani, per sicurezza, in tre nuove città e quelli senza conducente a Houston.

«Credo che questo di Gm sia un grande passo nella giusta direzione - ha commentato Dan Ives, analista di Wedbush - per quanto il management continui a navigare in acque difficili. In ultima analisi questi dati rappresentano una svolta a lungo attesa per la storia di Gm, a riprova della capacità di perseguire gli obiettivi di equilibrio tra produzione e redditività». (Al.An.)

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