Cinema e Tv

Golden Globe: trionfano “The Brutalist” e “Emilia Pérez”

La pellicola di Brady Corbet vince nella categoria dei film drammatici, mentre il toccante lungometraggio di Jacques Audiard è il migliore tra le commedie e i musical

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

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L’antipasto degli Oscar è servito: si è svolta l’82esima cerimonia dei Golden Globe, i premi assegnati dalla stampa estera di Hollywood, che da tradizione sono sempre un fortissimo indicatore anche per i riconoscimenti dell’Academy, che verranno attribuiti durante la notte del 2 marzo.

A svettare sono stati soprattutto due film, “The Brutalist” e “Emilia Pérez”, che hanno ottenuto i riconoscimenti principali.

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L’attore scozzese Richard Gadd posa con il premio come miglior serie televisiva limitata, serie antologica o film per la televisione per “Baby Reindeer” nella sala stampa durante l’82a edizione annuale dei Golden Globe Awards presso l’hotel Beverly Hilton di Beverly Hills, California. (Photo by Robyn BECK / AFP)

“The Brutalist”

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, “The Brutalist” ha vinto il premio per il miglior film drammatico e quello per la miglior regia di Brady Corbet, autore al suo terzo lungometraggio e che ha ormai raggiunto la piena maturità con questa produzione potentissima, sia formalmente che narrativamente.

Al centro c’è la storia di un immaginario architetto che dall’Ungheria arriva negli Stati Uniti al termine della Seconda Guerra Mondiale, ottimamente interpretato da Adrien Brody, che ha avuto il riconoscimento quale miglior attore protagonista in un titolo drammatico: il film arriverà nelle nostre sale il 6 febbraio ed è uno dei titoli da non perdere di questo inizio di nuovo anno.

Adriana Paz, Edgar Ramirez, Selena Gomez, Jacques Audiard, Karla Sofia Gascon e Zoe Saldana, vincitori del premio come miglior film - commedia o musical per “Emilia Perez”, posano all’82a edizione dei Golden Globe Awards a Beverly Hills, California, Stati Uniti. (REUTERS/Mario Anzuoni)

“Emilia Pérez”

Nella categoria delle commedie e musical, invece, il premio per il miglior film è andato a “Emilia Pérez”, emozionante musical di Jacques Audiard che arriverà nelle nostre sale dal 9 gennaio.

Come ampiamente prevedibile, “Emilia Pérez” ha anche trionfato nel gruppo dei titoli di lingua non inglese, superando la concorrenza – tra gli altri – dell’italiano “Vermiglio” di Maura Delpero. Il film del regista francese ha poi ottenuto le statuette per la miglior canzone originale (“El mal”) e per la miglior attrice non protagonista (Zoe Saldaña, semplicemente eccezionale).

Golden Globe, i vincitori della serata

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Le altre attrici e gli altri attori

Non possiamo che ammirare il coraggio dei giurati nell’aver premiato Demi Moore come miglior attrice del gruppo commedia e musical per la sua prova in “The Substance”, horror di Coralie Fargeat.

All’interno della categoria dei film drammatici, invece, ha vinto il premio come miglior attrice la brasiliana Fernanda Torres per “I’m Still Here” di Walter Salles.

Il miglior attore tra le commedie e i musical è Sebastian Stan per “A Different Man”, mentre come non protagonista (qui non c’è differenza tra le categorie) ha svettato Kieran Culkin per “A Real Pain” di Jesse Eisenberg.

L’attrice statunitense Demi Moore posa con il premio per la migliore interpretazione in “The Substance” nella sala stampa durante l’82a edizione annuale dei Golden Globe Awards presso l’hotel Beverly Hilton di Beverly Hills, California. (Photo by Robyn Beck / AFP)

Gli altri premi cinematografici

Nella categoria dei migliori lungometraggi d’animazione è una bellissima notizia la vittoria di “Flow”, ambizioso film completamente muto, con protagonista un gatto che cerca di sopravvivere a una devastante alluvione. Il regista lettone Gints Zibalodis ha davvero meritato questo grande riconoscimento.

Altrettanto condivisibile la decisione di “Challengers” per la miglior colonna sonora, visto lo straordinario lavoro di Trent Reznor e di Atticus Ross per valorizzare il bel film di Luca Guadagnino.

Qualche dubbio in più lo riserva il titolo di miglior sceneggiatura a “Conclave” e, soprattutto, l’assenza totale dal palmarès di “Anora”, bellissimo film di Sean Baker che era tra i favoriti della vigilia.

Infine, per quanto riguarda il grande schermo, da segnalare la vittoria di “Wicked” nella categoria “Cinematic and Box Office Achievement”.

Golden Globe, il red carpet

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L’universo televisivo

I Golden Globe, però, non sono soltanto cinema. Tra i premi del piccolo schermo quello probabilmente più prevedibile era nella categoria delle migliori serie drammatiche, dove “Shōgun” ha vinto comodamente dopo il trionfo già ottenuto agli Emmy.

“Hacks” ha superato la concorrenza di diversi altri contendenti forti (da “Abbott Elementary a “The Bear”) nella categoria delle migliori serie musical o commedie, mentre “Baby Reindeer” è la migliore miniserie dell’anno.

Per quanto riguarda gli interpreti drammatici, Anna Sawai e Hiroyuki Sanada – entrambi per “Shōgun” – sono la miglior attrice e il miglior attore.

Nel gruppo delle commedie e musical, Jean Smart è la miglior attrice protagonista per “Hacks”, mentre il vulcanico Jeremy Allen White è il miglior attore protagonista per “The Bear”.

All’interno del gruppo delle miniserie, alzano le statuette Jodie Foster (miglior attrice per “True Detective: Night Hunter”) e Colin Farrell (miglior attore per “The Penguin”, ma avremmo preferito Andrew Scott in “Ripley”).

Tra i non protagonisti (come per il cinema non c’è divisione tra le categorie), invece, Jessica Gunning per “Baby Reindeer” e Tadanobu Asano per il solito “Shōgun”.

Ali Wong ha infine vinto come miglior performance in una stand-up comedy con “Ali Wong: Single Lady”.

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