Google: «sull’AI occorre un patto tra istituzioni e industria, all’insegna della responsabilità»
Il punto di Andrea Stazi, capo degli affari regolamentari per il Sud Europa della big tech Usa: sul diritto d'autore al momento l'orientamento è lavorare sul 'caso specifico'
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Di fronte a benefici e rischi dell’intelligenza artificiale, e in particolare dell’intelligenza artificiale generativa, occorre «un patto tra istituzioni e industria, all’insegna della responsabilità». Lo afferma Andrea Stazi, capo degli affari regolamentari per il Sud Europa di Google in un’intervista a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit’Ed (leader nella formazione e nel supporto alla crescita del capitale umano), alla luce del contesto dell’industria, dell’esigenza di certezza e di affidabilità delle regole, e anche al fine di favorire lo sviluppo di un ecosistema europeo. «Ritengo - dice - che la soluzione non possa essere né una normativa annuale e nemmeno una di settore»; occorre «lavorare su principi fondamentali e favorire la collaborazione tra pubblico e privato».
Riguardo, in particolare, alla protezione del diritto d’autore e alla sentenza Usa che non ha ritenuto applicabile la tutela se l’opera generata dall'AI secondo le istruzioni fornite, Stazi sottolinea come parte del mondo accademico e della giurisprudenza si stia orientando verso una soluzione basata sul “caso specifico”. In circostanze, dunque, in cui lo sforzo nell’elaborazione dell’input fornito al modello di intelligenza artificiale è stato minimo, sarà difficile sostenere il carattere della rilevanza del fattore creativo umano. D'altra parte, «non è possibile sostenere che non si possano realizzare opere attraverso la GAI (intelligenza artificiale generativa), dove lo sforzo creativo richiesto è stato notevole». In questo dibattito l’Italia, prosegue il manager, «superpotenza storico-culturale e spesso faro per le politiche e scelte artistiche, può ricoprire il ruolo di guida in Europa».
Sembra ormai assodata anche negli Usa la necessità di una regolamentazione preventiva dell'AI, come bilanciare l'esigenza di innovare delle Big Tech con la protezione dei diritti umani e dei principi di etica?
Negli ultimi mesi la diffusione globale e repentina dell'intelligenza artificiale generativa ha rappresentato un grande cambiamento per molti settori. L’innovazione ha contribuito notevolmente allo sviluppo della fotografia e i software di editing delle immagini hanno rivoluzionato il campo artistico, offrendo nuove opportunità e rendendo l'arte più accessibile. L'IA ha il potenziale di fare lo stesso: gli algoritmi di IA stanno già aiutando gli artisti e i creativi a esplorare nuove forme e stili, ampliando il loro repertorio e offrendo nuove opportunità di espressione. Inoltre, questi sistemi potranno essere funzionali alla democratizzazione di una serie di attività creative, consentendo a coloro che non hanno accesso a formazione artistica o risorse di esprimere la loro creatività. Nonostante i benefici, l'Ia generativa può presentare anche nuovi rischi, come consentire ai creatori di diffondere informazioni false, sia intenzionalmente sia involontariamente. L’impegno di Google è quello di mantenere la fiducia tra creatori e utenti e informare in modo completo e corretto le persone. Per far sì che vengano creati responsabilmente contenuti generati dall'IA, ci impegniamo a sviluppare approcci sicuri e affidabili in ogni fase del processo - dalla generazione e identificazione dei contenuti generati dall’IA, all'alfabetizzazione mediatica e alla sicurezza delle informazioni. Tali approcci devono essere robusti e adattabili man mano che i modelli generativi avanzano e si estendono ad altri mezzi. Google Cloud offre uno strumento per creare immagini generate dall'IA e identificarle in sicurezza. Tale tecnologia, che prende il nome di SynthID, si basa sul nostro approccio allo sviluppo e all'implementazione dell'IA responsabile. SynthID consente a persone e organizzazioni di lavorare con contenuti generati dall'IA in modo responsabile.


