Granarolo: «La nostra responsabilità dal benessere animale al latte di qualità. Sostenere famiglie e filiera dal caro-prezzi»
ll presidente del gruppo parla a SustainEconomy.24 anche dell'estero e dell'impatto dell'inflazione
di Alessandra Capozzi
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Un percorso di sostenibilità che è una assunzione di responsabilità e passa dal benessere animale alla qualità del prodotto all'attenzione per l'ambiente, con 200 milioni di vasetti in plastica in meno ogni anno nel giro di 24 mesi e il taglio del 30% delle emissioni di CO2 per ogni litro di latte entro il 2030. Il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, racconta a SustainEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School l'impegno e gli investimenti verso un'agricoltura 5.0 del gruppo, la più importante filiera zootecnica italiana del latte con 13 stabilimenti in 7 Regioni.
Ma parla anche dei giovani che seguono Greta, che saranno i genitori consumatori di domani, e scelgono prodotti buoni ma soprattutto sostenibili. E dell'estero, fondamentale per il gruppo, con una quota del 40% attesa a fine anno. L'intervista è l'occasione anche per fare il punto sull'impatto dei prezzi delle materie prime e del caro energia. «Un impatto inimmaginabile», sottolinea, con l'inflazione reale a due cifre che richiede di distribuire la negatività tra chi produce, chi raccoglie, chi trasforma, chi distribuisce e chi consuma. Con sostegni alle famiglie ma anche alla filiera.
E' cresciuta la sensibilità del settore agroalimentare per l'ambiente e la sostenibilità?
«Noi abbiamo iniziato un processo di assunzione di responsabilità perché produciamo latte e trasformati del latte e sappiamo che, sia per la parte industriale sia per la parte zootecnica-agricola, parliamo di attività che inevitabilmente impattano sull'ambiente. A questo, negli ultimi anni, si è aggiunta la consapevolezza di come, d'altro lato, i cambiamenti climatici influiscono sul comparto – e lo dimostrano in questi giorni le difficoltà della siccità sulla produzione di mais o sull'irrigazione – con la la decisione, presa all'interno della filiera, della necessità di apportare dei cambiamenti anche culturali oltre che imprenditoriali. I nostri allevatori vivono tutti i giorni l'impatto di questo cambiamento climatico con l'assunzione di responsabilità che ognuno deve fare qualcosa.Il benessere degli animali, la riduzione delle emissioni, l'attenzione all'ambiente e alla qualità del latte».
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