Granchio blu, per i costi di cattura nuovi fondi dalla Regione Veneto
Intervento straordinario
di Va.Za.
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L’intervento è straordinario e punta ad offrire un parziale ristoro ai costi di cattura e smaltimento degli esemplari non commercializzabili di granchio blu finiti nelle reti dei pescatori aderenti al Consorzio cooperative pescatori del Polesine e delle imprese che gestiscono mercati ittici nel Delta del Po veneto. La Giunta regionale con la delibera numero 292 del 21 marzo scorso ha dato il via al bando che si propone di dare un aiuto (in termini di sovvenzioni in regime “de minimis”, ndr) ad un settore in pesante difficoltà. La dotazione finanziaria è di 200mila euro e le domande di contributo devono essere presentate entro il 29 aprile, compilate ed inviate via pec (agroambientecacciapesca@pec.regione.veneto.it) da imprese con sede legale nei Comuni di Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle.
Non è la prima volta che la Regione prende l’iniziativa a tutela del comparto del primario veneto. Con la delibera numero 165 del 20 febbraio scorso, Palazzo Balbi si era già rivolto al ministero dell’Agricoltura e sovranità alimentare chiedendo che venisse riconosciuta la calamità naturale per la diffusione eccezionale della specie aliena che dal primo semestre del 2023 prolifera sul litorale adriatico ed in particolare proprio nelle lagune del Comune di Porto Tolle, da dove sono arrivate le prime segnalazioni. L’attenzione dei pescatori del posto è stata richiamata dalle predazioni continue di vongole veraci e di altri molluschi negli allevamenti. Da giugno sono aumentate le richieste di intervento per far fronte alla crescente e improvvisa diffusione del granchio blu. Ulteriori segnalazioni arrivavano dalle altre aree lagunari del Delta del Po: oramai il crostaceo è in crescita in questi habitat dell’Adriatico settentrionale, con gravissimi impatti sulla molluschicoltura della foce del Po sia in territorio veneto che emiliano. La proliferazione è probabilmente stata incentivata dalle condizioni di salinità, più bassa del solito a causa delle piogge intense della tarda primavera dell’anno scorso. Il sistema delle imprese di pesca e acquacoltura così si è subito attivato, dedicando risorse al contenimento della specie e la Regione ha avviato una serie di interventi, condivisi con le associazioni dei pescatori. Il bando destinato alle imprese del Rodigino è solo un esempio delle azioni messe in campo.
Anche il presidente, Luca Zaia, ha manifestato solidarietà agli operatori che negli ultimi mesi hanno continuato a chiedere risposte. «Siamo di fronte di un vero e proprio cataclisma, che interessa gran parte della produzione della nostra pesca e acquacoltura. Il Veneto è primo produttore di vongole a livello nazionale con 52mila quintali all’anno, produzione che sta rischiando di scomparire come anche quella composta dai 20mila quintali di cozza dop», ha avvertito.
Secondo il Governatore, occorre arrivare «alla dichiarazione dello stato di calamità per il comparto provvedendo a una misura nazionale per tutti i pescatori danneggiati» e attribuendo risorse in base alle quantità di granchio blu che viene pescato. «Nel frattempo la Regione va avanti con i fondi accessori, utilizzando anche quelli comunitari e senza tralasciare tutta la sperimentazione – conclude - che continuiamo ad assicurare in collaborazione con l’università e Veneto Agricoltura, l’agenzia per l’innovazione nel primario della regione».

