Il progetto

Grandi imprese in azione per rendere il lavoro inclusivo

L’obiettivo è raggiungere madri che hanno lasciato il lavoro, immigrati e rifugiati, persone con disabilità e individui in conflitto con la legge: tutte le categorie che scontano la maggiore fragilità

di Valeria Zanetti

Chefin bei einer Projekt Präsentation vor ihrem Team in einem Business Meeting

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l primo obiettivo è il lancio della piattaforma per raccogliere 1.200 curriculum. Un obiettivo possibile per il progetto “Includere per Crescere”, sostenuto da alcune delle più importanti imprese del Paese. Si parte dalle madri, per contrastare la “child penalty”, ma l’obiettivo è raggiungere altre fasce: ex detenuti e persone in conflitto con la legge, immigrati o rifugiati, over 55, persone con neurodivergenze.

Includere per crescere

C’è la forza di un sistema pubblico-privato, in dialogo con le massime istituzioni negli ambiti impresa e made in Italy, lavoro, famiglia e pari opportunità, nel piano messo a punto dal Consorzio Elis sotto la presidenza di turno di Elena Goitini, amministratore delegato Bnl e responsabile Bnp Paribas in Italia.

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«Mille assunzioni non è un numero impossibile - spiega Goitini - ma dipende dal fatto che ognuno debba fare la sua parte, bisogna rompere gli alibi e le barriere. Se davvero tutti insieme riusciamo a dare quella velocità e scalabilità a questa azione di sistema, raggiungeremo la nostra ambizione».

Il Consorzio raccoglie attualmente oltre 120 soggetti, tra grandi gruppi, Pmi, università e altri enti pubblici e privati: insieme danno lavoro a quasi un milione di persone. Ogni anno viene lanciato un progetto d’impatto sociale che ha per obiettivo rispondere ai bisogni delle persone nel mondo della formazione e del lavoro. In questo caso il punto di partenza è la convinzione che l’inclusione è un fattore di sviluppo.

Gli obiettivi

Rispetto a un approccio “charity” - secondo cui l’impresa, dopo aver creato valore per sé, destina parte degli utili ad azioni d’impatto sociale - qui si mira a trasformare i beneficiari in soggetti che contribuiscono alla creazione stessa di valore per l’impresa, perché inseriti nella catena di attività che generano sviluppo e profitto.

Un progetto che in questo senso genera valore economico per le imprese e impatto sociale per le persone e i territori. L’attenzione è rivolta in particolare a madri che hanno lasciato il lavoro a seguito della maternità, immigrati e rifugiati, persone con disabilità e individui in conflitto con la legge. Tutte categorie che nella relazione con il mondo del lavoro scontano una maggiore fragilità, pur non essendo meno forti.

Nell’incontro che si è tenuto a Marghera nella sede di Fincantieri - che aderisce al progetto - si sono confrontati fra gli altri Pierroberto Folgiero, ad e direttore generale di Fincantieri che ha aperto i lavori, Anna Gionfriddo, country manager ManpowerGroup, Giuseppe Gola, ceo Open Fiber, Riccardo Illy, presidente Polo del Gusto, e Aldo Isi, ad Anas. Fra le imprese sostenitrici Accenture, Capgemini, Enel, Engineering, Fastweb, Ferrovie dello Stato, Ibm, illimity, Vodafone.

Secondo Folgiero, «per rimanere competitivi come seconda manifattura d’Europa non possiamo affidarci solo alla tecnologia digitale, ma dobbiamo tornare a investire nell’hardware, nelle persone e nella produzione. Aumentare la capacità di includere significa diventare a prova di futuro».

E Riccardo Illy vede in questo progetto «una magnifica opportunità per dare contenuto anche al fatto di essere società benefit. Mi ha sorpresovedere quanto sia grande il mismatch tra l’offerta e la domanda di lavoro. Seppur intervenendo con azioni positive si sollecitino delle reazioni di lavoratori potenzialmente interessati a ricoprire posizioni che le imprese fanno fatica a coprire, le imprese - nonostante internet e la digitalizzazione - fanno ancora difficoltà a comunicare. Questa è la prossima sfida».

Le imprese impact

L’inclusività non viene più vista in chiave di sola responsabilità sociale ma, soprattutto, come driver strategico per generare vantaggi economici, reputazionali e finanziari. Il Progetto si sviluppa attraverso azioni coordinate che hanno l’obiettivo di far incontrare aziende, persone e imprese cosiddette impact - che comprendono imprese sociali, cooperative sociali, startup, Pmi a vocazione sociale, BCorp, società benefit e, in generale, che si distinguono per la qualità dei prodotti o servizi offerti, la solidità organizzativa e la capacità di generare impatto sociale - generando benefici per tutti i soggetti coinvolti.

I protagonisti

«Oggi il successo di un’azienda non si misura solo sui numeri, ma nella capacità di generare impatto sociale e creare valore condiviso. Includere e valorizzare persone che altrimenti rischierebbero di rimanere ai margini del mercato del lavoro è, oltre che un atto di responsabilità, una strategia per garantire risorse e competitività per la crescita a lungo termine», ha detto l’ad di Fincantieri Folgiero.

La sostenibilità - ha aggiunto «non è un semplice adempimento normativo o un costo extra, ma un investimento cruciale per il futuro. Le aziende che riusciranno a collegare i propri problemi irrisolti con quelli della società, trasformando la sostenibilità da difesa a strategia d’attacco, saranno quelle più competitive e solide nel lungo termine.

«La collaborazione con Elis - ha osservato - rappresenta un’opportunità per rafforzare in maniera innovativa il legame tra l’impresa e la comunità. Il nostro obiettivo è fare in modo che innovazione e inclusione camminino insieme».

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