Grandi restauri in mostra al Mauritshuis de L'Aja
L’esposizione visitabile fino al 9 gennaio celebra il primo quarto di secolo del laboratorio di restauro interno al museo
di Paola Testoni
3' min read
3' min read
“Facelifts & Makeovers” in questo caso non ha niente a che vedere con la chirurgia estetica, ma si tratta di qualcosa di altrettanto minuzioso cioè il restauro e la manutenzione della quadreria del Mauritshuis de L'Aja e più nello specifico della mostra (fino al 9 gennaio) per celebrare il primo quarto di secolo del laboratorio di restauro interno al museo.
Opere di Rembrandt, Vermeer, Hals, Steen e Rubens, ma anche di artisti meno conosciuti come Cornelis de Heem en Jacob Ochtervelt sono tutte passate sotto il bisturi, pardon, il pennello dell'esperto team di restauratori che per questa mostra svela segreti e indescrivibile abilità.
Ce lo conferma Sabina Melloni, restauratrice e co-organizzatrice della mostra, che afferma come sia necessario, per la sua professione, una conoscenza ampissima, che va dalla storia dell'arte alla chimica, oltre -aggiungiamo noi- ad una vera mano d'artista.
Conservazione, restauro e soprattutto ricerca
Ma non solo: il restauro di opere antiche porta con sè molte considerazioni sui criteri da adottare, dilemmi sulle scelte da fare e l'acquisizione di molta conoscenza sull'origine e lo stato del quadro con, talvolta, inaspettate sorprese. Nella mostra, sulla base di testi e immagini, viene spiegato in modo chiaro e interessante anche il procedimento del lavoro che parte sempre da uno studio approfondito dell'opera con analisi dello stato, stile e tecnica utilizzata.
Dal risultato si traggono importanti informazioni, indispensabili per poi procedere con il lavoro. Conoscere i materiali usati e il loro stato di conservazione permette infatti di stabilire come procedere tecnicamente ma aiuta anche a conoscere la datazione e la storia del quadro, se il pittore ha ritoccato delle parti oppure se sono state fatte delle modifiche nel corso dei secoli.


